Juve-Milan, per ora è sfida da crocerossa

Otto infortunati per i rossoneri, la Juve ne ha uno in più. Del Piero e Ronaldinho gli ultimi della lista. Si giocano il ruolo di anti Inter, ma così a pezzi servono miracoli. Già da oggi<br />

Più infermerie che squadre: eccolo qui il triste destino di Milan e Juve al cospetto dell’Inter delle loro mire. E miraggi. La conta arrotonda i numeri in negativo. A Torino ha alzato bandiera bianca Del Piero (problema alla coscia destra), a Milano si è fermato Ronaldinho (risentimento all’addduttore destro) . Neppur Juve-Milan fosse già cominciato: un problema a te ed uno a me. Vedremo cosa resterà della margherita domenica prossima. Intanto la lista dei malati parla di match quasi pari: otto fuori per Ancelotti e nove per Ranieri. Ed anche pesando nomi e importanza le due se la giocano. Veder i nomi per valutare. Milan: Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Bonera, Inzaghi, Nesta, Borriello e Ronaldinho. Juve: Buffon, Trezeguet , Zebina, Camoranesi, Poulsen, Tiago, Del Piero. A cui vanno aggiunti Knezevic e Salihamidzic, non proprio delle colonne. Messe insieme fanno una squadra da scudetto, magari con qualche debolezza in difesa. Via alla sfida. Vero, la sfida di domenica prossima è cominciata così. Certo, passerà attraverso i risultati di questa domenica. Ma sarebbe incoraggiante se le due squadre non perdessero ancora colpi. Per poi recuperare qualcuno dall’infermeria e proporci il piatto servito: quale sarà la vera anti Inter? Il rischio è che entrambe restino un po’ troppo a distanza e che l’infermeria faccia davvero la differenza.

La Juve con la sua buona dose di infortunati, che dall’ inizio d’anno non l’abbandonano mai, sta già facendo miracoli. Il Milan ne sarà costretto, se il trend continuerà con questa preoccupante lena. Caso vuole che due fra gli uomini decisivi, Del Piero e Ronaldinho, si siano presi la settimana corta. Un’occasione per risollevare Iaquinta e strapparlo dai mugugni e restituire a Kakà il ruolo prediletto per correre meno e magari segnare di più ( quest’anno solo quattro gol). Tutto bene se tutto finirà bene ( leggi successo). Altrimenti la dose d’ottimismo dispensata da Ranieri(“Non firmo per il secondo posto, me la voglio giocare fino in fondo”) e Ancelotti (“Dobbiamo vincere per ripartire e affrontare nel modo giusto la Juve. Nulla è compromesso”) sarà solo destinata a far sorridere Mourinho e chi pensa che Juve-Milan potrebbe solo essere una trappola per sognatori.