Juve, notte amara: si ferma anche Del Piero

Il marocchino Kharja diventa la sorpresa del campionato

Marcello Di Dio

nostro inviato a Torino

Uno Juve-Roma tra i più brutti della storia viene firmato da due centrocampisti: un ex, quell’Emerson ancora odiato nella Capitale per la sua fuga a Torino e la sua presunta depressione nell’estate dei dolorosi addii; un neofita della serie A, quel Kharja, marocchino 24enne di belle speranze che la Roma ha strappato alla Ternana, vincendo la concorrenza di molte squadre. Alla fine, un pareggio giusto per quello che si vede nel primo tempo e non si vede nella ripresa, nonostante la Juventus sia ridotta in dieci. Curioso anche che i due gol arrivino con azioni fotocopia: due calci d’angolo da destra, due colpi di testa di calciatori che solo raramente si propongono in area. E dopo le polemiche della settimana, meglio così: la Roma si dimostra bestia nera dei bianconeri al Delle Alpi, la Juve perde due punti dal Milan e si proietta sull’impegno europeo.
Tra due giorni, infatti, ci sarà l’impegno di Champions con l’Arsenal, ma quando c’è di mezzo la Roma – con conseguenti polemiche che la partita porta in dote - Capello non vuole risparmiare i suoi giocatori. Così dei possibili titolari a Londra, resta a riposo il solo Trezeguet, con Del Piero al suo posto. Ma solo per sedici minuti, visto che il numero dieci bianconero – tornato titolare al Delle Alpi dopo un mese – deve uscire per un problema ai flessori della coscia sinistra. D’altronde, in settimana, era rimasto fermo per un guaio al polpaccio fino a mercoledì e solo venerdì si era allenato con il gruppo. Da verificare ora il suo recupero per il match di Champions, decisivo l’esame medico di oggi.
La Roma conferma l’undici sconfitto a Palermo in Coppa Italia, con le sole eccezioni di Doni in porta e Dacourt a centrocampo. I giallorossi mostrano più personalità di fronte a una Juve più compassata e sorniona. Perrotta, che stringe i denti dopo la botta al ginocchio sinistro rimediata in Sicilia, prova a dare il via a una serie di inserimenti che infastidiscono la difesa bianconera e le incursioni (rare per la verità) di Mancini creano disagio soprattutto a uno svagato Thuram. In una di queste il brasiliano pecca di altruismo servendo a centro area Perrotta, già coperto dalla difesa, invece di tentare la comoda conclusione personale. Dacourt si inventa Ronaldinho, dribblando in un’insistita azione personale almeno quattro juventini, ma la sua conclusione è bloccata in due tempi da Buffon. La squadra di Capello attende, anche se Ibrahimovic potrebbe segnare di testa (dopo un’uscita maldestra di Doni, e non sarà l’unica) ma Aquilani respinge sulla linea. Nel momento in cui la Roma abbassa un po’ il ritmo, arriva improvviso il vantaggio bianconero con Emerson: nell’occasione il centrocampista si trasforma in attaccante e di testa sfrutta il preciso corner di Camoranesi. Per il brasiliano secondo gol in campionato dopo quello siglato al Lecce, sempre al Delle Alpi. il 26 febbraio scorso. I giallorossi, fino a quel punto meritevoli del pareggio, sembrano smarrirsi e se Trezeguet non fallisse la semplice conclusione ravvicinata, il match potrebbe dirsi chiuso. E invece lo riapre un nervosissimo Nedved che nel giro di otto minuti rifila due calcioni a Perrotta, beccandosi due giusti cartellini gialli.
Con la Juve ridotta in dieci, Capello deve ridisegnare la squadra: un 4-4-1 con Ibrahimovic lasciato da solo in balia della difesa giallorosa, Balzaretti in campo al posto di Trezeguet per non far sprecare ulteriori energie al francese in vista di Londra. La ripresa offre pochissime emozioni, Spalletti toglie un nervoso Kuffour rischiando una vera punta di ruolo come Okaka (che sfiora il gol). Poi la mossa decisiva: Kharja entra al posto dell’infortunato Dacourt e sfrutta il calcio d’angolo di Taddei. Uno a uno e alla fine è giusto così.