La Juve a Piacenza ma con la testa sempre all’Inter

Deschamps: «Soltanto ora qualcuno sta incominciando a credere che tutto sia stato organizzato per darci contro»

da Torino
È sempre Juve-Inter, non si scappa. E anche un tipo misurato come Deschamps, alla luce degli ultimi fatti e dello scandalo Telecom, decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Sorrisino sarcastico sulle labbra e poi via all'attacco, contro le intercettazioni di cui è stata oggetto la Juventus: «Non conosco bene le leggi italiane, ma immagino che funzionino più o meno come in Francia e che quindi non si possa intercettare chiunque senza un motivo più che valido. Esiste il concetto della privacy anche da voi, giusto? Quindi, se si oltrepassa un certo limite, si viola la sfera del personale e non lo si potrebbe fare».
È quasi un preambolo, prima dell'offensiva. Diretta e decisa. Pungente come i primi dieci minuti della Supercoppa Primavera che a metà settimana hanno permesso ai giovani bianconeri di strapazzare (guarda caso) l'Inter e di vincere addirittura 5-1: «Da juventino, in questo momento è molto difficile essere obiettivo. Dico solo che fino a qualche settimana fa parecchia gente pensava che tutto il marcio fosse in casa bianconera, mentre adesso le stesse persone stanno cambiando idea e cominciano a credere che tutto sia stato organizzato proprio per darci contro».
Così parlò Didier Deschamps, come nemmeno avevano voluto fare nei giorni scorsi il presidente Cobolli Gigli e l'amministratore delegato Jean Claude Blanc, ieri a Parigi per un incontro sul futuro delle cose juventine. Frasi e opinioni che sarebbero però sottoscritte da gran parte del popolo bianconero, più che mai convinto di essersi trovato in mezzo a un complotto bello e buono.
In attesa di ulteriori sviluppi e magari polemiche, la Juve andrà oggi in quel di Piacenza a caccia del quarto successo consecutivo: non ci sarà Zebina (al suo posto, Birindelli) e Camoranesi dovrebbe andare in panchina, cedendo così il posto a Marchionni. In attacco, non ci si sposta da Del Piero e Trezeguet: «Mi infastidisce continuare a sentire parlare di Del Piero come una bandiera - ha aggiunto Deschamps -. In una squadra esistono giocatori e leader positivi o negativi: Alessandro è un campione e un leader positivo, se scende in campo è perché lo merita e non perché rappresenta la nostra bandiera».
La partita di Piacenza sarà con ogni probabilità l'ultima che la Juventus giocherà prima dell'arbitrato Coni, visto che l'incontro con il Brescia sarà spostato a fine mese a causa dei tanti juventini impegnati con le nazionali: «Non mi aspetto sconti particolari dall'arbitrato - ha concluso Deschamps -, non mi sembra che tiri l'aria giusta. Aspettiamo e vediamo che cosa succederà».
Ma, se la penalizzazione rimanesse quella attuale, un'altra arrabbiatura non gliela toglierebbe nessuno.