La Juve è un rebus, Aquilani no

Torino. «Aquilani giocherà». È l’unica certezza che Gigi Delneri, allenatore della Juventus, regala alla vigilia del match casalingo con il Lecce. Per il resto, nessuna indicazione sulla formazione e in particolare sulla composizione del centrocampo. A chi ipotizza che la Juve possa presentarsi con lo schieramento visto a San Siro contro l’Inter, con Marchisio sulla sinistra, Delneri replica: «Può essere una soluzione, perché consente più libertà a De Ceglie. Però serve un giocatore in avanti che attacchi lo spazio con velocità, quindi per vederlo in quella posizione dipende anche da chi gioca in attacco».
La sosta ha consentito ad Amauri di recuperare parzialmente dalla distorsione alla caviglia accusata contro il Cagliari. Il centravanti, però, non è ancora al top. «Penso abbia ancora problemi nella corsa. Abbiamo il dovere di recuperare i giocatori in pieno e in avanti abbiamo comunque elementi che offrono ampie garanzie», dice Delneri.
Il tecnico sottolinea l’importanza dell’atteggiamento della squadra rispetto al peso delle scelte tattiche. «A Manchester e a San Siro, la squadra ha giocato con due formazioni diverse e ha reso comunque ottimamente. Questo deve darci la consapevolezza che siamo sulla strada giusta», dice. «La quadratura, in questo momento, la si trova anche attraverso la condizione fisica. La rosa è ampia e posso comunque essere sicuro di chi andrà in campo», aggiunge prima di soffermarsi sull’avversario di turno.
«Affrontiamo il Lecce che nelle ultime due partite ha pareggiato contro il Palermo e ha battuto il Catania: quindi ci sarà da soffrire - afferma -. Ma se la mentalità sarà la stessa delle ultime due partite potremo ottenere buoni risultati».
La Juve apre un ciclo di gare importanti per il suo futuro e la gara con il Lecce potrebbe essere decisiva per iniziare la serie nel modo migliore: «Ogni gara è decisiva. Lo sarà quella con il Lecce, poi quella con il Salisburgo, quindi quella di Bologna», dice Delneri snocciolando gli impegni previsti dal calendario in Italia e in Europa, un calendario che certamenmte sorride alla sua squadra. «Ogni volta dobbiamo dimostrare di valere il nome Juventus. Non dobbiamo affrontare un filotto di partite, ma una partita alla volta».