Alla Juve resta il colpo in canna solo Del Piero ha voglia di fuga

Venti minuti di Del Piero non sono bastati alla Juventus per battere il Chievo al Bentegodi e scappare via così davanti a tutti. Finisce 0-0, con cartellini gialli a volontà (sei per i veneti, due per i bianconeri), un palo colpito dal numero dieci bianconero e un salvataggio praticamente sulla linea dello stesso capitano su una conclusione di Pellissier da calcio d'angolo. Non una gran partita, a dirla tutta: tanto agonismo, squadre corte ma pochi gesti tecnici. E una Juventus che, comunque la si voglia vedere, perde una bella occasione per dare un colpetto mica male alla classifica. I bianconeri restano in testa, per carità: rispetto alla gara contro il Milan vinta prima della sosta, però, compiono un piccolo ma significativo passo indietro. Perché, dato atto alla squadra di Conte di non avere sbagliato approccio mentale al match («da quel punto di vista siamo tornati a essere una grande squadra», ha detto alla fine il tecnico), va anche detto che Sorrentino ha compiuto un solo intervento degno di nota (su Pepe, alla mezzora della ripresa): per il resto, due conclusioni pericolose (ma a lato) di Marchisio e Giaccherini sempre nel secondo tempo e il già citato palo colpito di testa da Del Piero. Ecco: il capitano, contrariamente alle previsioni, ha cominciato dalla panchina lasciando spazio a Vidal e al 4-1-4-1 di cui si è innamorato Conte strada facendo. Modulo che ha funzionato e che certamente potrà funzionare ancora a patto che Vucinic non sia il giocatore visto ieri ma quello ammirato contro il Milan: con il montenegrino in giornata no - zero conclusioni verso la porta clivense, zero suggerimenti per i compagni - e con un Krasic che partita dopo partita risulta sempre più inguardabile, la manovra offensiva della Juventus era un inno al «vorrei ma non posso».
Di contro, il Chievo si confermava la solita squadra organizzata che non lasciava nulla al caso: Sammarco era la sentinella di Pirlo, Pellissier (che nella ripresa reclamava anche un rigore) e Thereau (fermato dall'arbitro a tu per tu con Buffon dopo avere rubato palla a Pirlo) provavano a pungere appena possibile. Risultato: assorbita la sfuriata juventina all'inizio dei due tempi, il Chievo teneva la testa alta e non porgeva mai l'altra guancia. Buffon non correva grandi pericoli, anche se nel primo tempo una punizione di Pellissier gli dava fastidio, e nel finale era provvidenziale l'intervento di Del Piero per evitare che la zampata di Pellissier diventasse decisiva. «È stata l'unica occasione del Chievo - ha commentato Conte -. Dobbiamo rendere merito anche ai nostri avversari: io sono soddisfatto di quanto visto. Del Piero? Avevamo impostato la partita per reggere sul piano fisico, provando poi ad aumentare il nostro tasso tecnico nel finale».
Il gol però non è arrivato, visto che il colpo di testa del capitano si è stampato sul palo e che gli assalti finali sono risultati vani. «In tre mesi abbiamo cambiato tutto e adesso possiamo dire di esserci sempre con la testa - è il verdetto di Conte -. Per diventare grandi davvero, ci manca però ancora qualche piccolo particolare». Tipo buttare la palla dentro con gli attaccanti: non poco, a ben vedere.