La Juve rialza la testa e spara sugli arbitri

Nuove polemiche dopo i due rigori inesistenti concessi al Napoli.
Ranieri: "Non credo ai complotti, ma bisogna fare attenzione. Sembra
che l’effetto calciopoli sia finito". Buffon: "Persino De Laurentiis si è scusato con noi"

Il giorno dopo la ferita brucia ancora. Altro che, se brucia. E la Juve, che aveva sognato di fare nove punti nelle tre partite contro Napoli, Empoli e Inter, si lecca adesso le ferite. Incolpando l'arbitro Bergonzi per il ko di Napoli: due rigori che passeranno alla storia, non c'è dubbio. Dopo lo sfogo del presidente Cobolli Gigli nell'immediato dopo partita («quello che è successo è inaccettabile, lo stesso De Laurentiis ci ha chiesto scusa. Il Palazzo vede o non vede come ci stanno trattando?»), ieri sono rimbalzati i commenti di alcuni dei protagonisti. Tutti ovviamente dello stesso tono. Amareggiato per non dire altro: «È la prima volta che il nostro presidente si lamenta apertamente di un arbitraggio - ha detto ieri Ranieri alla Domenica Sportiva -, ma non vogliamo che ora gli arbitri, nel dubbio, ci fischino contro. Se c'è rigore netto a nostro sfavore, nessuno dice nulla: lo stesso Bergonzi, a Parma in Coppa Italia, lo ha fatto e nessuno di noi ha detto nulla. A Cagliari, nonostante abbiamo subito due rigori, nessuno ha protestato. Il discorso è che di solito nel dubbio si favorisce la difesa, mentre con noi pare che l'attacco venga tutelato oltremodo. Non credo ci sia un complotto contro di noi, però è giusto che gli arbitri facciano più attenzione. La nostra sensazione è che per la paura di apparire partigiani nei confronti della Juve, allora ci si fischi contro. Gli errori fanno parte del gioco, ma a questo punto c'è la sensazione che gli effetti di calciopoli non siano finiti».
Quasi in contemporanea, su Italia 1, Buffon ammetteva di «avere fatto fatica ad addormentarmi sabato notte, un certo nervosismo mi era rimasto. Credo abbia fatto una bella figura il presidente del Napoli De Laurentiis, che non si è nascosto dietro le solite frasi di circostanza. Nello specifico dei due episodi, non puoi nemmeno dare un giudizio: i fatti sono così evidenti che non si possono avere opinioni divergenti. Per quanto mi riguarda, ho detto a Bergonzi di chiedere conferma ai suoi assistenti per non prendere un abbaglio: lui l'ha fatto ed è arrivata la conferma. Credo che questo sia il lato peggiore della storia».
Analogamente si era espresso anche Trezeguet: «I due rigori non meritano neppure di essere commentati. È molto chiaro quanto è successo. Siamo dispiaciuti perché avevamo fatto il massimo e, fino all'1-1, avevamo disputato un'ottima gara nonostante la distrazione che ci era costata il pareggio. Adesso guardiamo avanti, altro non possiamo fare». Legrottaglie la prende peggio: «Siamo sconcertati. Lavoriamo tutta la settimana, poi capitano queste cose che ti tagliano le gambe e ti condannano alla sconfitta».
Insomma, il sospetto è che calciopoli sia ancora lì a influenzare gli arbitri: la Juve ha subito cinque rigori in otto partite, si è vista espellere il proprio allenatore contro il Genoa (mai, in carriera, Ranieri era stato spedito negli spogliatoi prima del tempo) e a Napoli è successo quel che è successo al punto che non è nemmeno da escludere che il Procuratore federale decida di applicare la prova televisiva nei confronti di Zalayeta per comportamento antisportivo: vale la pena ricordare che nella passata stagione Adriano venne squalificato per due turni in seguito a una simulazione effettuata durante la partita contro la Roma. In ogni caso sarebbe magra soddisfazione.