La Juve ricompra Trezegol ma è la copia di Amauri

Nell’attacco atomico i due si pestano i piedi. E con questo Iaquinta, chi sta fuori?

Claudio Ranieri è soddisfatto: «La crescita continua». E incalzato sulla situazione degli attaccanti ha risposto: «Trezeguet resta con noi e Iaquinta non abbiamo mai pensato neppure per un istante di cederlo».
Fuori Amauri per infortunio, ci ha pensato ancora una volta Iaquinta ad andare a segno e a entusiasmare il presidente Cobolli Gigli: «Mi spiace che Amauri sia dovuto uscire - ha commentato -, ma Iaquinta è la dimostrazione che bisogna avere il turn over». La Juventus ora è più tranquilla dopo che il presidente Juan Laporta ha ufficialmente sospeso l’assalto a David Trezeguet: «È un grande giocatore ma non ci interessa - ha tagliato corto il presidente del Barcellona -. Abbiamo già una squadra, vediamo prima come si risolverà il caso Eto’o». Sembrerebbe una tregua in attesa di sviluppi ma ora alla Juve non sentono più quella stretta al collo. Quindi Cobolli Gigli si è ricomprato Trezeguet ma non è detto che fosse proprio ciò che serviva. Il francese è una copia spiccicata di Amauri, stessi movimenti, stessa posizione preferita sul campo, sia quando la squadra attacca e sia quando non è in possesso di palla. Uno è il vicecannoniere dello scorso campionato, l’altro è stato il centravanti rivelazione dell’ultima stagione con Marcello Lippi che attende solo un segnale serio per dargli una maglia azzurra. Ma in questa Juventus i due si pestano i piedi e schierarli assieme è un azzardo. E poi come si può lasciare fuori questo Iaquinta o il vecchio Alex?
Iaquinta è in forma strepitosa e probabilmente oggi è il miglior attaccante italiano che può offrire il nostro campionato. E Del Piero è un’icona, tenerlo in panchina equivale a tirarsi addosso un mucchio di guai.