Juve: scoppia la rivolta guidata da Chiellini

Chiellini guida il drappello degli scontenti: "Se sono la terza scelta voglio andar via. Molti di noi ignorati dalla società dopo la B. In ritiro siamo addirittura una trentina, troppi davvero per poter pensare di avere il giusto spazio". Ma ci sono anche altri "scontenti", alcuni dei quali pronti a fare le valigie: Criscito, Boumsong, Zalayeta, Nocerino,
Legrottaglie, Giannichedda e
Blasi

Pinzolo - La rivolta che non ti aspetti. Nella Juve che fa il pieno di entusiasmo e sogna lo scudetto, esiste un manipolo di ragazzi che si sente trascurato e che non esclude la possibilità di cambiare aria. Succede tutto all'ora di pranzo, presso la caserma dei Vigili del Fuoco dove si tengono abitualmente le conferenze stampa: ieri i pompieri sarebbero stati utili per spegnere il fuoco delle polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Giorgio Chiellini.

Toscano e come tale schietto per definizione, in possesso di un contratto che lo lega al bianconero fino al 2011 a circa un milione di euro l'anno, il capitano dell’under 21 si ribella. «Non basta, certo che no - ha esordito il novello Spartaco (gladiatore tracio che capeggiò una rivolta di schiavi contro Roma dal 73 al 71 a.C, ndr) -, perché io e altri compagni ci siamo sobbarcati una stagione di serie B e adesso non sentiamo la fiducia della società. È arrivata tanta gente nuova e va bene così perché è giusto che la società cerchi di migliorare, ma sono stati ceduti giocatori importanti che facevano gruppo, esempio Balzaretti. In ritiro siamo addirittura una trentina, troppi davvero per poter pensare di avere il giusto spazio. Io sono disponibile a giocare sia sulla fascia sinistra che in mezzo alla difesa, ma per il momento non ho ancora parlato né con l'allenatore né con la società. In tutta sincerità mi sarei aspettato un altro atteggiamento: essere accantonati così non fa piacere, mi auguro che prima della fine del mercato ci sia modo di parlarsi».

Possibilità di equivoci? Nessuna. Perché Chiellini, in questi giorni sempre inserito al centro dei vari schieramenti difensivi ma consapevole che là dietro qualcun altro arriverà quasi certamente, rincara la dose: «Se sono la seconda o la terza scelta, me lo dicano e ne trarrò le conseguenze. Offerte non mi mancano, sia dall'Italia che, soprattutto, dall'estero (Liverpool, ndr). Il fatto è che con certi giocatori sono stati fatti accordi migliorativi, mentre altri sono stati ignorati e questo non va bene. Come me, ce ne sono altri».

Tombola. Ecco un'altra gatta da pelare per Secco e Blanc. Anche perché Chiellini è parso parlare a nome di altri compagni, più o meno facilmente identificabili: Criscito ha già detto apertamente che preferirebbe tornare al Genoa se a Torino le possibilità di giocare fossero poche (come in effetti sarà), Boumsong ha finora puntato i piedi di fronte a eventuali prospettive di cessione, Zalayeta vorrebbe una piazza che gli desse garanzie di impiego, Nocerino avrebbe gradito la Fiorentina, Legrottaglie è già sulla lista dei partenti così come Giannichedda e Blasi.

E poi c'è Del Piero, invitato un paio di giorni fa da Blanc a leggersi dentro per capire fino a che punto pensa che il suo fisico possa reggere in vista di un rinnovo oltre il 2008: sulla carta non ci saranno problemi di sorta, in pratica la Juve non vorrebbe andare oltre il 2009 mentre il capitano ambisce almeno al 2010.
Ovviamente Chiellini non ha parlato per difendere il numero dieci, ma i «poveri» operai del pallone (ma in serata dichiarerà di aver parlato «a titolo personale»).