La Juve si fa rimontare 2 gol dall’Arezzo

da Torino

Tre minuti per (gettare) la vittoria. O quattro punte per perdere due punti. La Juventus sempre vittoriosa all’Olimpico di Torino chiude il 2006 con il record di imbattibilità casalinga ma interrompe la serie di successi nella maniera più incredibile, facendosi rimontare il doppio vantaggio nel finale dall’Arezzo, penultimo in classifica. Gli amaranto acciuffano un pareggio insperato e si laureano unica squadra a segnare più di una rete agli uomini di Deschamps.
Primo tempo equilibrato, con la retroguardia juventina confusa e in ambasce, ma Floro Flores non sfrutta gli svarioni. I bianconeri però crescono e colpiscono una traversa con Del Piero, ma si va al riposo sullo 0-0.
L’avvio di ripresa è prepotente e i 25 punti di distanza in classifica si fanno sentire: la Juve preme sull’acceleratore e mette al muro i toscani. Ci vuole il solito, infallibile Trezeguet per sbloccare la partita con un destro di prima intenzione dal limite. Il raddoppio segue a stretto giro di posta, stavolta con Palladino, al terzo gol in campionato.
La partita sembra chiusa, la Juve dà dimostrazione di schiacciante superiorità e rischia di dilagare. Ma basta un momento di follia e l’Arezzo torna in partita: Chiellini perde palla, Boumsong non trova di meglio da fare che atterrare platealmente Floro Flores in area e il neo entrato Martinetti accorcia su rigore. L’ex torinista è protagonista anche tre minuti dopo, quando approfitta ancora dello scarso piazzamento di un Boumsong disastroso e di testa batte imparabilmente Buffon per una doppietta che sa di derby.
La Juve ha in campo 4 punte (Palladino, Del Piero, Trezeguet e Zalayeta), ma il forcing finale non dà frutti e nonostante l’espulsione in extremis dell’aretino Terra i bianconeri non tornano in vantaggio, lasciando la testa della classifica alla coppia Piacenza-Rimini.
Amarezza nelle parole di Didier Deschamps: «È brutto chiudere l’anno così, dopo che eravamo in vantaggio - commenta l’allenatore juventino -. Pensavamo di avere la partita in mano, abbiamo concesso troppo e nel finale abbiamo regalato qualcosa».