Juve Stabia, calcioscommesse dietro le molotov allo stadio

Secondo gli investigatori le telefonate anonime che hanno fatto scoprire le bombe volevano colpire la società. Alcune domeniche fa "dovevano" perdere, secondo gli organizzatori del Totonero, invece avevano pareggiato con la Ternana

Castellammare di Stabia - Un piano organizzato a tavolino, una messinscena non per provocare incidenti domenica prossima durante il derby di C1, Juve Stabia-Avellino, ma per ottenere l'esclusione della presenza di tifosi sugli spalti: un messaggio chiaro indirizzato alla società. È questa l'ipotesi che si fa sempre più strada tra gli investigatori - ma c'è anche la pista del calcio scommesse - per spiegare il ritrovamento di ieri di quattro bottiglie molotov accompagnate da un messaggio che annunciava la volontà di far fare ai lupi, cioè i tifosi dell'Avellino, la "fine di Raciti", l'ispettore di polizia ucciso durante gli scontri di Catania-Palermo.

Le indagini Gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia, guidati dal vicequestore Luigi Petrillo, seguono quattro piste. Al primo posto nei sospetti ci sono le tensioni interne alla società gialloblù che è di proprietà al cinquanta per cento di due costruttori locali. Poi si continua a indagare, ma con minore convinzione, nel campo della tifoseria irpina che riceverebbe un qualche vantaggio dall'affrontare la squadra stabiese.

Calcioscommesse La terza pista scandaglia gli ambienti delle scommesse clandestine ed è anche quella di cui si sente maggiormente parlare oggi a Castellammare di Stabia. Secondo questa ipotesi, infatti, la messinscena sarebbe stata creata dalle organizzazioni illegali del calcio-scommesse per "punire" la squadra che due settimane fa pareggiò con la Ternana fuori casa, un risultato non previsto dagli scommettitori clandestini. Sulla vittoria della squadra ospite erano state raccolte consistenti puntate che le organizzazioni illegali non avevano previsto di dover pagare avendo le Vespe avuto la meglio sugli avversari.

Molotov Infine, anche se gli investigatori tendono ad escludere ogni responsabilità degli ultras, c'è la pista di un gesto di un mitomane. A proposito delle bottiglie incendiarie, gli ordigni sono al momento all'esame della scientifica che dovrà valutarne la composizione. Da un primo esame sembra tuttavia che chi ha prodotto le molotov non avesse gran cognizione del funzionamento delle stesse. È escluso, secondo gli esperti, che l'esplosione potesse avere un effetto maggiore a causa delle viti inserite nelle bottiglie incendiaria. Si ricorda che è caratteristica della molotov sviluppare un incendio lì dove viene rotta, senza però deflagrare. Ultima osservazione è quella relativa alla enorme quantità di liquido incendiario inserita nelle quattro bottiglie, anch'essa considerata indizio di una mano inesperta.