La Juve al Tar contro la Figc chiede 130 milioni di danni

Cobolli Gigli: «Viviamo una situazione tesa. Ma non siamo spaventati»

Alessandro Parini

Una questione di soldi, anche di immagine, ma soprattutto di soldi. Le cinquanta pagine del ricorso al Tar presentato ieri dalla Juventus e notificato a Federcalcio, Inter e Messina come terzi interessati, e che i legali della Figc stanno valutando, sono articolate in due parti: nella prima si avanza come richiesta prioritaria la riammissione della Juventus alla serie A, o in subordine con lo stesso numero di punti di penalizzazione (17) inflitti dalla giustizia sportiva. Nella seconda si avanza una richiesta di risarcimento danni alla Federcalcio quantificato in 70 milioni di euro in caso di serie A, e di 130 milioni in caso di serie B.
Motivazione portante del ricorso le sproporzionate sanzioni tra la propria posizione e quella degli altri club coinvolti nello scandalo. Insomma si parte da una questione morale per finire a un fatto puramente economico, tenendo presente che, a giusto corredo dell’informazione, il club di corso Galileo Ferraris durante questo mercato ha monetizzato per 84 milioni di euro come proventi dalle cessioni a cui si aggiungono altri 30 milioni di ingaggi risparmiati.
Dal canto suo il Coni ha già anticipato di essere pronto a far causa alla Juventus per danni di immagine arrecati al calcio italiano. Una cifra non semplicissima da quantificare. Tutto questo per confermare come non sia stata solo la giornata della presentazione del ricorso al Tar, con il presidente Cobolli Gigli che ha sfoggiato tranquillità assoluta: magari per tranquillizzare gli azionisti. La Juve ha ritrovato un mezzo sorriso dal giorno in cui, nel giudizio di secondo grado, Milan, Lazio e Fiorentina sono state trattate con i guanti: senza volerlo, i giudici hanno indicato la strada da seguire al pool di avvocati e da allora, Cesare Zaccone & C. hanno cominciato a intonare il ritornello della «diseguaglianza di trattamento».
Nel ricorso al Tar viene chiesta la sospensione di tutte le sanzioni sportive e, nello specifico, della retrocessione in serie B: «Dopo l’esame del nostro ricorso - ha confermato Cobolli Gigli -, sarà comunicata la data di una riunione che potrebbe essere anticipata, per il bene nostro e di tutti, rispetto a quella già definita del 6 settembre». Il giorno buono potrebbe essere giovedì 31 agosto, poche ore dopo il sorteggio dei calendari di serie A e B che a questo punto potrebbero anche essere nuovamente rinviati: «Attendiamo che la Juventus formalizzi il ricorso - ha detto il presidente del Tar Lazio, Pasquale De Lise -. Ammesso che ciò avvenga subito, con un’udienza straordinaria è possibile anticipare la data». La sezione che discuterà l’istanza della Juventus sarà la «terza-ter», presieduta dal giudice Francesco Corsaro. Nessuna notizia circa i tempi della Camera di Arbitrato del Coni: per chiederne l’istituzione, la Juventus ha tempo fino al 17 settembre. A questo punto è però chiaro come alla società di corso Galileo Ferraris interessi battere soprattutto la strada della giustizia ordinaria per poter rientrare delle perdite economiche causate dallo scandalo. «Siamo consapevoli di vivere una situazione di relativa tensione, ma non siamo spaventati», ha continuato Cobolli Gigli. Né spaventano i tre punti in più di penalizzazione che dovrebbero arrivare per avere violato la clausola compromissoria ed essersi rivolti alla giustizia ordinaria. Così come il presidente non si è mostrato preoccupato per eventuali sanzioni Fifa. «Abbiamo rispetto per quello che stanno facendo Figc e Coni - ha concluso il presidente della Juventus -, e siamo pronti a partecipare alla rifondazione delle regole del calcio visto che rappresentiamo il 25 per cento dei tifosi in Italia».
Intanto Brescia e Treviso hanno deciso di presentare istanza di ricusazione della Corte federale e dei cinque giudici che hanno riportato in A la Lazio e la Fiorentina e oggi affronta il caso Reggina.