Juve-Toro vince l’arbitro, stavolta senza errori

Derby equilibrato, emozioni per tutti. Sereni toglie dalla rete una punizione di Del Piero, Rosina centra la traversa. Espulso Nedved. Il segreto di Rizzoli: <strong><a href="/a.pic1?ID=244266" target="_blank">le parole al posto del fischietto</a></strong>

Torino - Nel finale c’è Nedved che si prende anche un rosso diretto. Il derby della città dell’automobile non delude le attese, è carico di emozione e sentimenti, takle anche duri e scontri, quindi non è mai annoiante ma a tratti sembra un incontro truccato di wrestling: ti illude che stia per accadere la fine del mondo e invece non succede mai niente.

Detto così sembrerebbe tutto dalla parte del Toro perché Camoranesi, Nedved e Del Piero giocano dall’altra parte e onestamente non hanno gente all’altezza fra i granata. Ma se il primo tempo rimbalza via con un solo tiro in porta di Iaquinta che Sereni mette sopra la traversa, qualcosa vorrà pur dire. Altro non si vede. La Juve, e Nedved in particolare, fa molto fumo, alza polvere, prepara bene la conclusione che regolarmente si strozza al limite dell’area, anche quando a innescarla è capitan Comotto che con un colpo di testa geniale lancia Nedved dopo appena 3 minuti. Niente. Il ceko mette in mezzo dove Natali e Di Loreto hanno spazzato l’area per una buona mezz’ora. Poi non è cambiato nulla, ma al posto di Natali c’era Dellafiore dopo inciucio a tre con Iaquinta e Sereni e successiva uscita in barella del difensore che perde conoscenza.
Dall’altra parte uno Stellone punzonato al limite, tutti suoi i palloni, di riffa o di raffa li trascinava in avanti, poi inevitabile un frontale con qualcuno a scelta fra Chiellini, Legrottaglie o Sissoko. Con Recoba che arrivava solo in quel momento per dargli il cambio. Il colpo eroico gli è arrivato nel secondo tempo quando il mite Chiellini lo ha costretto a una fasciatura di contenimento al cranio dopo contatto fortuito.

Ma El Chino ha anche avuto l’occasione più nitida per i granata quando al quarto d’ora ha avuto tutta la metà campo davanti e la palla al piede. Fantastico, ha tenuto a distanza la muta che lo inseguiva ma quando è arrivato il momento di calciare in porta, perché era ormai a un passo da Buffon, ha messo in mezzo per Chiellini e la grande occasione è sfumata. Con disappunto di tutta la gente del Toro che aveva tenuto il fiato sospeso accompagnando la fuga dell’uruguayano. El Chino però è stato ugualmente prezioso per il Toro, congelava il pallone anche per mancanza di fiato, ma lo ha sempre fatto bene, consentendo ai suoi di sistemarsi e ricomporsi perché la Juve, anche se disordinatamente, non ha mai smesso di spingere e ha sempre dato l’idea di poter segnare da un momento all’altro.

Il primo tempo comunque è sparito con quell’unica occasione di Iaquinta da una parte e Recoba dall’altra. Gioco approssimativo, la maggior parte dei calciatori è riuscita a mettersi in evidenza per i salvataggi, non certo per genialate che proprio non si sono viste.
Poi ci ha pensato Del Piero a metterci il piede a ripresa appena iniziata, Sereni sempre bravo, in angolo, in presa, lui ieri sera è stato impeccabile insieme a pochi altri.

Eppure ti aspetti una Juve che vuol recuperare e invece ecco Nocerino per Palladino. Allora ti aspetti la contromossa di Novellino e invece ecco Rosina per Diana. Insomma l’esatto contrario dell’andamento della storia e di questo derby. Se poi Rosina la metteva dentro e non contro la traversa quando alla mezz’ora ha superato Buffon, sarebbe stata la mossa di Novellino quella da applausi.