Juve troppo nervosa. Il Rimini la ferma per la seconda volta

Espulso Balzaretti nell’intervallo. Nedved fuorioso per un rigore non concesso

Torino - Ci ha provato Baglioni, ieri sera a Torino, ad addolcire l’atmosfera. Appena prima delle 20 sul prato dell’Olimpico di Torino. Ti aspetti il riscaldamento di Juventus e Rimini e invece sbuca il divo Claudio chitarra in spalla: intona «Strada facendo», canta per una decina di minuti e poi si sposta nell’adiacente PalaIsozaki per dare vita al suo spettacolo. La Juve ci prova, insomma, a far sì che lo stadio diventi davvero un ambiente piacevole da vivere: peccato che per il momento i suoi sforzi si dimostrino inutili visto che anche ieri - come già accaduto in altre occasioni -, i tifosi delle curve non hanno perso l’occasione per dimostrare la loro «sportività» fischiando e apostrofando in malo modo l’autore del piccolo grande amore, colpevole solo di essere romano. Nota a margine: Michelangelo Rampulla, preparatore dei portieri bianconeri, ha provato a zittire i gruppi organizzati senza tuttavia riuscire fino in fondo nel suo intento. E tanti saluti all’educazione, al fair play e alle speranze che qualcosa possa davvero cambiare in tempi brevi.
Mezz’ora dopo l’imprevisto show canterino, la Juve ha poi affrontato il Rimini, squadra che le aveva giocato un brutto scherzetto alla prima di campionato fermandola sull’1-1. Alla fine, complice anche l’espulsione (per proteste) di Balzaretti nell’intervallo in seguito alla mancata concessione di un rigore, non si è andati oltre uno 0-0 che permette a Genoa e Napoli di recuperare due lunghezze alla Signora e obbliga tutti a non considerare finito il campionato. In mezzo, una Juve arrembante ma anche nervosa e forse infastidita dalle tante voci di questi giorni smentite una per una dal direttore sportivo Alessio Secco: «Dell’allungamento del contratto di Deschamps parleremo all’inizio della prossima stagione, intorno a noi c’è un clima difficilmente comprensibile. Frings? Io non l’ho incontrato». Sarà. Nel frattempo anche ieri Trezeguet ha lanciato segnali di insofferenza per non parlare poi di Nedved, separato alla fine del primo tempo dall’arbitro Ciampi dopo che quest’ultimo non aveva concesso la massima punizione per fallo di Bravo sullo stesso ceco lanciato a rete. Peraltro il biondo di Cheb era stato fino a quel momento uno dei migliori, costringendo Handanovic a un paio di miracoli e a un’uscita a valanga. Come lui risultavano particolarmente attivi Camoranesi e a tratti anche Del Piero, mentre la testolina di Trezeguet si era vista in pieno recupero quando aveva colpito la traversa piena su cross di Birindelli. Era una Juve anche piacevole almeno a tratti, mentre il Rimini si confermava squadra organizzata ma in difficoltà nel contenere le folate offensive altrui. Stesso copione nella ripresa, anche se Valiani faceva venire un paio di volte i brividi a Buffon: l’eroe era ancora Handanovic (punizione di Del Piero) e comunque il bombardamento proseguiva costante. Deschamps le provava tutte e sostituiva prima Trezeguet con Palladino - sperando che quest’ultimo si facesse un bel regalo di compleanno: invece una sua invenzione in pieno recupero trovava pronta la manona di Handanovic - poi Del Piero con Zalayeta. Non succedeva più nulla, però. E i romagnoli imitavano l’Albinoleffe: due partite contro la grande Juventus e due pareggi da raccontare a figli e nipoti. Sabato pomeriggio, per gradire, big match tra prima e seconda in classifica: Juve-Genoa. Senza Baglioni, senza Balzaretti e con gli ultrà delle due squadre che si sono già promessi battaglia.