La Juventus adesso scopre che forse ha sbagliato Blanc

Si stanno facendo del male da soli e i giocatori più navigati hanno capito che c’è rischio di naufragio. Cristiano Zanetti avrà rivisto alcune scene di memoria interista. E lo ha fatto sapere alla dirigenza. «Certe cose meglio dirsele a fine stagione». Quando mai, a casa Juve, era capitato che un dipendente pedatore criticasse la dirigenza? Bene, ora può succedere. Oggi non ci sono né Boniperti, né Moggi che ben conoscevano segreti e meccanismi del mondo del pallone. La Juve è una confraternita di dirigenti magari bravi, ma un po’ dilettanteschi nella gestione sportiva. I giocatori hanno capito, Ranieri ha parlato di granello nell’ingranaggio, Blanc e Cobolli Gigli danno segni di nervosismo. Alessio Secco rischia di passare per l’unico cospiratore ai danni del tecnico, quando, in una società, ci sono schemi gerarchici ed è difficile agire in proprio.
Blanc è l’amministratore delegato della casa bianconera e da lui partono tutti gli input. Non a caso la famosa merenda della focaccia con Lippi è toccata a lui, non a subalterni. Il caso Lippi ha messo la Juve (società) nell’angolo. Difficile uscirne bene. Anche cacciando Ranieri. I giocatori hanno fiutato il vento e si sono adeguati. Qualcuno è fisicamente bollito, qualche altro nella testa, tanti sono schiavi della propria mediocrità. In questi casi l’unione fa la forza, ma ormai la Juve è divisa su tutto. Ranieri ha cominciato a dispensare briciole delle sue verità. Non si dimetterà, attende il licenziamento. Le fazioni dello spogliatoio cominciano ad affiorare. Zanetti è un uomo leale, anche se non sempre ha gradito le decisioni del tecnico. Camoranesi ha cercato di nascondere le apparenze con frasi di circostanza. Il rapporto con Trezeguet è rotto. Buffon mantiene le distanze. Nedved, comunque la pensi, è sempre uno dei più credibili sul campo. I giovani hanno in parte tradito (alla faccia degli entusiasmi di adulatori senza occhi). Fra l’altro Marchisio si è prodotto un piccolo stiramento. Ranieri deve fare i conti con i soliti noti, Del Piero avanti a tutti. Anche i rapporti con lo staff sanitario non sono idilliaci: l’allenatore lo ha fatto intuire parlando di Zebina. Il capitano si nutre di silenzi (dannosi) e di finta temperanza. Gli ultrà lo sostengono, se la prendono col tecnico dimenticando le figuracce dei giocatori.
La contestazione a Ranieri si sta spostando sulla dirigenza. Certi cori non hanno la faccia della sincerità. Tutti ad invocare Giovanni Agnelli, quando ci vorrebbe invece qualche buon giocatore. Oggi John Elkann, dopo l’assemblea Exor (la finanziaria della famiglia Agnelli), farà il punto della proprietà sulla situazione. Si moltiplicano i sussurri sulla possibilità di agganciare Spalletti. Qualcuno parla di ipotesi Mancini. Ma andrà spiegato a Lippi. Il patto della focaccia non permette tante digressioni. I cori che vogliono Conte sembrano una conferma. Ma sicuri che la panca non tocchi a Ferrara?
La Juve non sta più in piedi: dal punto di vista fisico e anche dei rapporti. Ranieri è un lottatore. I giocatori mettono il cuore, ma sanno a chi affidare l’anima. Gli avvocati hanno presentato alla Corte federale (che deciderà oggi) il ricorso per la punizione del campo, dopo i cori razzisti contro Balotelli. Un’altra mossa sbagliata. Ora manca solo che Blanc cacci Ranieri prima della fine del campionato.