La Juventus chiama Marotta e Marotta (lusingato) nicchia

«Sono moralmente impegnato con Garrone» Alla Samp potrebbe arrivare Baldini

Paola Balsomini

C'è Franco Baldini che non ha ancora capito se vuole tornare a far parte di questo strano mondo del calcio, c'è Beppe Marotta, amministratore delegato della Sampdoria che ha avuto un contatto con la Juventus, c'è Walter Novellino, tecnico accostato alla società bianconera e poi c'è Riccardo Garrone, patron blucerchiato. I personaggi dell'asse Torino-Genova sono tutti qui.
Baldini ha detto alla Vecchia Signora «no grazie», Novellino ha ribadito di preferire la moglie e c'è infine Marotta, che ora il club bianconero vuole a Torino per sostituire Luciano Moggi. Serve qualcuno di affidabile, fanno sapere dal Lingotto, e che non abbia mai avuto rapporti con Gea e dintorni. C'è anche il nome di Giovanni Sartori, diesse del Chievo, ma questa sarebbe la seconda scelta, visto che il dg blucerchiato è considerato uno dei migliori sulla piazza.
La prima opzione quindi è proprio Marotta, che ovviamente, davanti ad una proposta così allettante, nicchia. Alla Juventus, si sa, non si può dire di no, ma c'è un problema da superare, lo stesso che ha portato Novellino sulla strada del rifiuto: non si può aspettare fino a luglio una sentenza che obbligatoriamente cambierebbe tutti i piani iniziali. Non la poteva attendere soprattutto Novellino che ha già programmato la nuova Samp. Discorso un po' diverso invece per Marotta che si troverebbe da un giorno all'altro a dirigere una società completamente da rifondare, mentre Garrone sarebbe costretto a trovare un altro direttore generale per iniziare un mercato decisamente faticoso, con ben 15 elementi da cambiare.
Ci sono troppe cose da mettere a posto, da far quadrare, ma la tentazione c'è, anche se il diretto interessato preferisce non sbilanciarsi e pensare, almeno per ora, alla Samp: «Sono lusingato - spiega il dg - perché vedere il proprio nome accostato a quello della Juventus è motivo di grande soddisfazione. È chiaro però che sono impegnato moralmente con il presidente Garrone».
È un addio? Troppo presto a dirsi, ma per la prima volta dall'arrivo della nuova gestione c'è la possibilità concreta che Garrone sia obbligato a cambiare i suoi collaboratori. Se Marotta infatti decidesse di accettare, e dando per scontata la permanenza di Capello in panchina, il patron blucerchiato potrebbe ricominciare dallo stesso Novellino e magari proprio da quel Baldini che ha appena rifiutato la Juventus.
Molto dipenderà anche dalla categoria in cui giocherà la squadra bianconera.
Continua infatti il lavoro degli inquirenti e in un'intercettazione, per la verità quasi incomprensibile, si legge anche il nome di Garrone: il colloquio dovrebbe essere tra Bergamo e la Fazi, assistente di Moggi: «Vogliamo dire che (Pairetto è il soggetto) risponde a Milano, a Palermo, a Firenze, e non so quale società di Dal Cin…», ed è interrotta da Bergamo che aggiunge «al Genova», la donna prosegue «Aspè e al presidente della Sampdoria, gli aspè come si chiama… al signor Garrone».
Ma l'impressione è che adesso il vertice blucerchiato abbia ben altro a cui pensare rispetto a Bergamo, Pairetto e la Fazi.
Anche perché in questo momento di calcio caos c'è anche chi ne sta facendo involontariamente le spese ed è Aimo Diana. Il centrocampista avrebbe già dovuto vestire la maglia viola, ma il coinvolgimento, comunque ancora da provare, della Fiorentina nello scandalo Moggi ha complicato le cose: «Aspetto - racconta l'esterno - anche se ormai sono entrato nell'ordine di idee di andare via. Se dovessi rimanere però non ci sarebbe nessun problema. Mi dispiace solo per chi diceva che tiravo indietro la gamba. Pensavo di riuscire a gestire la pubalgia e per la Samp ho rinunciato al Mondiale». Non è un grande anno per l'Italia ma resta pur sempre il Mondiale: «Con Lippi sono stato onesto e quando mi ha telefonato per sapere come stavo, ad una settimana dalle convocazioni, gli ho detto che non ero in grado di giocare, anche perché poi durante l'operazione per la pubalgia mi hanno scoperto anche alcune ernie inguinali. È stato un anno orribile e ora mi resta solo l'amarezza di non essere a Coverciano».