La Juventus delude ma scappa

Torino - Brutta Juve. Di sicuro, la più brutta vista a Torino in questo campionato. Però alla fine è arrivata la vittoria pronosticata contro il Treviso (1-0, rete di Palladino, nella foto) e il vantaggio sulla terza in classifica è anche aumentato: dai 5 punti che erano rispetto alla coppia formata da Bologna e Piacenza, ai 6 attuali sul Genoa. In sostanza: la truppa di Deschamps non sta attraversando un gran momento, né fisico né psicologico, ma se la concorrenza viaggia a due all'ora non si vede davvero come ai bianconeri possano venire cattivi pensieri circa l'esito finale del campionato. Piuttosto, se questa fase della stagione deve servire per capire quali saranno i giocatori su cui puntare l'anno prossimo, c'è da mettersi le mani nei capelli.

Anche ieri, contro un Treviso imbarazzante per pochezza tecnica, i bianconeri hanno palesato difficoltà inaspettate conquistando l'intera posta solo grazie a una furbata della coppia Del Piero-Palladino.
In difesa, Deschamps ha proposto per la prima volta l'accoppiata centrale formata da Zebina e Boumsong riportando Chiellini a sinistra: nessun brivido particolare, anche perché Beghetto & C. non sono parsi fulmini di guerra. Se però Deschamps si aspettava un aiuto maggiore nella costruzione della manovra, meglio far finta che non sia successo nulla. Ugualmente, assente l'acciaccato Zanetti, in mezzo al campo Paro e Giannichedda hanno fatto fatica a mettere insieme tre passaggi di fila. Se poi aggiungiamo un Marchionni versione dopolavoristica e una temperatura tagliagambe, ecco spiegato come la cosa più divertente del primo tempo siano stati gli striscioni esposti dai tifosi: «Camoranesi e Zebina non vi vogliamo» per esempio, oppure «Più rispetto per tifosi e abbonati: società vergogna» e «Prossimo turno giovedì mattina».

Il bilancio del primo tempo era misero che più misero non si può: un palo esterno di Nedved su punizione e un tiro dal limite di Paro. Stop. Poi, l'ingresso di Bojinov aveva almeno il merito di far capire alla truppa che bisognava darsi una sveglia. Un paio di mischie, prima della furbata di Del Piero: punizione battuta senza aspettare il fischio dell'arbitro e trevigiani addormentati al contrario di Palladino, sveglio a buttarla dentro per il suo quinto gol dell'anno. Fantasmi scacciati e, nel finale, anche qualche possibilità di raddoppiare con lo stesso Del Piero e Bojinov: il 2-0 sarebbe però stato troppo. «È un anno difficile, va bene così», ha chiosato Deschamps.