La Juventus in ginocchio da Lippi: "Mister, decidi in fretta"

La società bianconera a caccia del successore di Deschamps per la serie A: l’obbiettivo è il campione del mondo. E dall’Austria si offre Trapattoni. L’ad Blanc: "Serve un leader, non possiamo perdere tempo. Pronta la carica di dt". Ma l’ex ct ribadisce di non volersi impegnare

Torino - Trapattoni è disponibile, Lippi no. Almeno non subito. Se a Blanc va bene lo stesso, si faccia dare il numero di telefono del tecnico di Cusano Milanino. In caso contrario, la Juve dovrà cercarsi un altro allenatore. Ieri l'amministratore delegato bianconero ha esposto il suo pensiero e svelato alcune delle strategie societarie, pur se in un clima quasi carbonaro che non fa onore alla trasparenza sbandierata per mesi. Siccome però la Juve di questi ultimi mesi sbanda pericolosamente, qualche incidente di percorso è normale che avvenga. Così, nella giornata in cui Trapattoni strizza l'occhio alla Signora dicendosi disponibile per il ruolo di tutor («se mi chiamassero, accetterei volentieri»), Lippi ribadisce da Napoli che per i prossimi sei mesi continuerà a fare il pensionato e Blanc gli lancia una sorta di ultimatum che suona un po’ stonato: «Nella nostra sede c'è una sala delle coppe che è in pratica tutta sua. È un campione del mondo, un personaggio unico. Abbiamo bisogno di un leader. Non possiamo perdere altro tempo: bisogna programmare tutta una serie di cose, a cominciare dal mercato. In settimana, per non farci trovare impreparati, vedremo alcuni allenatori e poi aspetteremo per qualche giorno l'evolversi della situazione». Non oltre la fine del campionato di serie B, par di capire: 10 giugno o giù di lì. «Siamo una società che non si preclude nulla, nemmeno strade nuove come quella di creare la figura di un direttore dell'area tecnica. Potremmo rivolgerci sia a un tecnico giovane che a qualcuno con un curriculum più definito: non esistono preclusioni di sorta per nessuno. Di sicuro ci aspetta una stagione difficile: l'allenatore che verrà dovrà essere in grado di sopportare una pressione enorme, dobbiamo trovare l'uomo giusto».

Panchina offresi, insomma. Soprattutto a Lippi, è chiaro. Con la certezza di poter fare un mercato «come poche altre squadre in Europa. Buona parte dei 105 milioni di aumento di capitale saranno investiti in giocatori di livello». A questo proposito ieri sono arrivati in sede i dirigenti dell'Udinese per trattare la cessione di Iaquinta: sembrava tutto facile, in realtà è sorto qualche intoppo e non è detto che l'operazione vada in porto in tempi brevi. Da qualche parte bisognerà comunque cominciare, adesso che Deschamps non c'è più e che anche la telenovela legata ai suoi rapporti tesi con la società è terminata: «Non c'era accordo su tante cose, troppe alle fine - ha rivelato Blanc -. Didier avrebbe voluto un aumento del contratto per la prossima stagione (da 700.000 euro ad almeno un milione, ndr) e non ha ritenuto adeguata nemmeno la nostra offerta di prolungamento fino al 2010. Inoltre non eravamo sulla stessa linea nemmeno sul calcio mercato: è vero che sui nomi è giusto consultarsi con l'allenatore, ma è vero anche che la decisione finale spetta alla società e all'amministratore delegato che ha ben chiaro lo scenario generale dentro cui vive l'azienda».

Resta ora da vedere quel che succederà in relazione alla guida tecnica: se davvero Lippi insisterà nel suo «no grazie» - sullo sfondo, la volontà di non rientrare in pista prima che venga chiarita la posizione del figlio Davide, a processo il prossimo 21 giugno per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata -, Blanc dovrà rassegnarsi a cercare altrove. Vialli pare scalare posizioni nel gradimento all'interno della società, ma non vanno trascurate nemmeno le strade che portano a Conte, impegnato a salvare l'Arezzo, Gentile e magari anche Ranieri e Novellino.