Juventus micidiale E il Palermo resta Mutu

Marcello Di Dio

nostro inviato a Palermo

Chi pensava che la Juventus non avesse digerito il panettone e potesse accusare la classica battuta d’arresto da lunga inattività rimane deluso. Niente scricchiolii pericolosi o cali di tensione, il 2006 bianconero si apre esattamente come era finito il 2005, cioè con una vittoria (la numero 16, la settima lontano dal Delle Alpi).
E se nelle ultime otto partite Capello si era affidato alla vena realizzativa di Trezeguet (ieri fermato dal palo e da un braccio di Terlizzi), stavolta la mossa vincente si chiama Adrian Mutu, che nel ruolo di vice Nedved si regala la prima doppietta in bianconero per il suo compleanno (oggi ne farà 27). La Juve si scopre brava a soffrire, a recuperare velocemente uno svantaggio meritato e a gestire da grande squadra il risultato. Del Neri conferma la sua tradizione negativa con la Juve (nove sconfitte in altrettante partite), Capello fa cadere anche l’ultimo tabù della sua esperienza bianconera, ovvero battere i rosanero dopo che l’anno scorso aveva lasciato al Palermo 4 punti su 6.
Nella Juve Chiellini recupera in extremis dopo i problemi fisici accusati in settimana, Mutu si adatta nuovamente alla posizione di esterno sinistro alla Nedved. Il Palermo propone tra i pali il nuovo arrivato Lupatelli, in attacco Makinwa, che oggi raggiungerà la nazionale nigeriana impegnata nella Coppa d’Africa, mentre sugli esterni c’è la coppia tutta argentina Santana-Gonzalez. L’inizio dei siciliani è travolgente e la Juve rimane folgorata. Palermo assatanato e micidiale in velocità, serve tutta l’esperienza di Cannavaro per fermare il tiro di Caracciolo. Un avvio così esaltante non può che culminare con un gol spettacolare: Corini rimette un pallone in mezzo per il difensore bomber Terlizzi che insacca con un bel destro al volo. Particolare coincidenza: l’anno scorso Brienza segnò allo stesso minuto, motivo in più per sperare in un bis. Ma la Juve di questa stagione è pratica e cinica, come dimostra il pareggio immediato di Mutu, con gentile concessione della difesa. Impeccabile la costruzione dell’azione da parte di Camoranesi, preciso l’assist di Ibrahimovic, un po’ meno il tiro del rumeno che finisce sulla traversa e sulla respinta il bis, più fortunato, dopo che Mutu aggira Barzagli. La squadra di Del Neri non accusa il colpo, e ci vogliono i grandi riflessi di Abbiati per strozzare l’urlo del gol nella gola di Caracciolo, pronto a sacrificare un mese di stipendio per un gol alla Juve, il senso della posizione di Cannavaro per fermare la conclusione di Gonzalez, ma anche la buona sorte che nega di pochi millimetri la rete a Makinwa.
E così si rivede la Juve cinica: Ibrahimovic avvia l’azione, Vieira inventa l’assist per Mutu (sarà una delle poche giocate della partita del francese, ma pesantissima), il rumeno controlla di coscia e segna di piatto destro. Il Palermo, fino a quel punto vincitore ai punti, sembra tramortito e Bertini lascia la partita in bilico, negando un rigore solare alla Juve (come fece il collega De Sanctis undici mesi fa, facendo andare su tutte le furie Luciano Moggi). Ci si aspetterebbe un Palermo altrettanto furioso nella ripresa: Del Neri toglie Makinwa che adesso volerà in Egitto per la Coppa d’Africa, e inserisce Bonanni (che sbaglia un gol incredibile sotto porta) con Santana e Gonzalez che si alternano alle spalle di Caracciolo. Il risultato è che il Palermo risulta meno pericoloso, mentre a turno Trezeguet e Ibrahimovic provano a entrare nel tabellino dei marcatori. Il finale esalta i riflessi di Abbiati e Lupatelli, ma non cambia il risultato. E la Juve fa la sedicesima vittima del suo devastante cammino.