Juventus, oggi è il giorno di Conte allenatore Il tecnico: "Mi sono guadagnato la panchina"

L'ex capitano bianconero è stato in sede per un vertice di mercato con Marotta e Paratici. Alle 16 la presentazione ufficiale. Obiettivi della campagna acquisti Inler e Sanchex dell'Udinese più Pinilla del Palermo. Con un occhio a Montolivo. Difficile Aguero, impossibile Giuseppe Rossi. Sulle fasce c'è Lichsteiner (Lazio)

Torino - E' ufficiale. E' Antonio Conte il nuovo allenatore della Juve. Quello che dovrà far tornare al successo i bianconeri dopo stagioni difficili. "Vogliamo vincere e vogliamo tornare a farlo con Antonio Conte. È lui il primo tassello di un mosaico per ritornare al successo" ha detto il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, a margine della presentazione degli Open d’Italia di golf a Torino.

Primo giorno in bianconero Prima in sede, per un lungo summit di mercato con Beppe Marotta e Fabio Paratici, poi a Vinovo per visionare il centro di allenamento della Juventus. È a metà del percorso la lunga giornata di Conte, per la prima volta a Torino in veste ufficiale dopo la sua avventura da giocatore. L’ex capitano juventino tornerà in sede nel primo pomeriggio per la firma sul contratto e riprenderà la direzione di Vinovo dove lo attende, alle ore 16, la presentazione ufficiale. Conte è arrivato questa mattina da Siena piuttosto presto, per definire la serie di questioni tecnico-amministrative relative alla nuova avventura in bianconero.

Una panchina "sudata" "Mi sono guadagnato la Juve, me la sono sudata. Per me è un ritorno a casa, l’ho sempre sognato. L’obiettivo è tornare a essere protagonisti, possiamo fare grandi cose". Sono queste le prime parole di Antonio Conte come tecnico della Juventus. "Quando ho iniziato la carriera da allenatore mi ero dato quest’obiettivo. È un motivo di orgoglio e soddisfazione. L'obiettivo è riportare la Juventus dove merita di stare e dove i tifosi si aspettano che arrivi. La Juve deve tornare ad essere protagonista", dice Conte nella conferenza stampa a Vinovo. A chi chiede quanto servirà per far tornare la Juventus al top, risponde. "Chi ha tempo, non aspetti tempo. Ci sono i presupposti, a cominciare dalla società, per fare grandi cose. Non vado allo sbaraglio, qui c’è un progetto per costruire qualcosa di importante. La Juve parte da una buona base anche se non arriva da un campionato felicissimo. Conto sulle motivazioni e sulla voglia di riscatto del gruppo. C’è da aggiustare, non da rifare tutto", dice scartando l’ipotesi di una rivoluzione.  

Il mercato Al centro delle discussioni c'è anche il futuro di Claudio Marchisio, fresco di rinnovo di contratto. Non è una novità che il centrocampista piaccia all'Inter e sulle sue tracce c'è anche il Manchester United. Ma la Juventus è attivissima sul fronte entrate. Gli obiettivi sono noti: Sanchez e Inler dell'Udinese, Pinilla del Palermo. Per l'attaccante cileno, rivelazione della stagione dei friulani e inseguito da Inter e altri club europei, sono pronti 30 milioni di euro: l'appuntamento con Pozzo è fissato per il fine settimana. I bianconeri contendono ai nerazzurri anche il cileno del Palermo. Per Inler c'è invece da duellare con il Napoli. Ma il direttore sportivo Marotta batte anche altre strade: nel taccuino rimane Montolivo della Fiorentina e il brasiliano Fernando del Porto, quest'ultimo inseguito anche dal Lione. Giuseppe Rossi del Villareal rimane il grande sogno, ma l'attaccante italiano sembra destinato a vestire la maglia del Barcellona nella prossima stagione. Più concrete le possibilità di arrivare al terzino della Lazio Lichtsteiner e Zabaleta del Manchester City che però Roberto Mancini non sembra destinato a voler cedere facilmente. E non è tramontata in casa bianconera l'ipotesi di portare il "Kun" Aguero a Torino: ieri il presidente dell'Atletico Madrid Cerezo ha smentito offerte da parte della Juventus, ma nella settimana prossima ci sarà un nuovo contatto tra le due dirigenze. Si parte da una base di 25 milioni più Felipe Melo, ma battere la concorrenza del Real Madrid, meta prediletta dall'argentino, sarà dura.