«Il dopo Juventus, ore da incubo»

Genovesi e tifosi Juventini, abbiamo acquistato il biglietto per Samp-Juve al Sampdoria Point non avendolo trovato altrove. Al point ci hanno detto che avremmo dovuto acquistarlo a Torino, ma poi a noi come ad altri gruppi hanno venduto la gradinata nord. All’ingresso nessun controllo sulla nominatività. Abbiamo scelto di cambiare settore e siamo andati nella «gabbia» ospiti (V livello) dove la prospettiva è ottimale. Alla fine (22.20 circa) dopo una partita corretta e senza animosità, lieti per uno scudetto ormai in tasca, veniamo bloccati nel settore da una dozzina di poliziotti in assetto antisommossa. Rimaniamo pigiati fin oltre le 23.30. Impediscono anche l’accesso ai bagni - che sono entro la «gabbia» più sotto - a persone che sono lì all’aperto dalle 19. È un tipo pacioso con la barba che comanda anche se prende ordini da un tizio in divisa che ogni tanto compare. Finalmente viene dato a tutti il rompete le righe. I poliziotti si schierano in un angolo. Alcuni provenienti da altra direzione urlano insulti. Un ragazzetto al terzo tentativo rompe la plastica di protezione di un idrante. Basterebbe prenderlo per la collottola. Per imperizia, inesperienza viene effettuata una carica nelle scale anguste con i manganelli. Fuggi fuggi generale in una situazione di vero pericolo. Si arriva di corsa nel piazzale esterno al Ferraris, dove c’è la vera gabbia (ma non potevamo esserci un’ora prima senza alcun pericolo?). Qui siamo sequestrati a lungo. I tifosi sopportano, non reagiscono alle plateali riprese video e cine della questura. Si ritirano dal cancello quando un isolato con un estintore lancia, da lontano, schiuma verso i carabinieri. Alle 0.30 vengono aperte le uscite pedonali sotto la nord. Ce ne andiamo a piedi. I pullman dei tifosi in trasferta e gli autobus dell’Amt sono ancora nella gabbia e lanciano assordanti squilli di clacson. Quando arriviamo a Brignole non ci hanno ancora superato.
Leggiamo il giorno dopo che uno di questi bus ha causato un tragico evento.