Juventus a pezzi. Bojinov a nervi tesi

Di questo passo, la Juve chiederà al Milan di non essere più invitata a giocare il Trofeo Berlusconi. Due estati fa toccò a Buffon rimetterci una spalla e impiegare cinque mesi per tornare quello che era, sabato è stata la volta di Chiellini e Boumsong. I quali, sottoposti ieri a risonanza magnetica, hanno ricevuto verdetti poco rassicuranti: il difensore toscano ha subito una distrazione muscolare tra il primo e il secondo grado del retto anteriore della coscia sinistra e dovrà aspettare circa 6 settimane per riprendere l'attività agonistica. Il francese è stato invece vittima di una distrazione di primo grado del gemello laterale della gamba sinistra e non rivedrà il campo prima di un mese. Fortunatamente, la distorsione alla caviglia patita da Palladino non è tanto grave e il giocatore potrebbe anche recuperare per l'impegno di sabato contro il Mantova (quando mancherà ancora lo squalificato Nedved) o, al più tardi, per martedì con il Cesena.
In un modo o nell'altro, quindi, per la Juve è sempre emergenza. La difesa è più che mai a pezzi e Deschamps dovrà arrangiarsi con Zebina e Kovac centrali. Mercato? Si sogna Grygera subito, ma dall'Ajax fanno resistenza, nonostante il loro giocatore arrivi a scadenza di contratto il prossimo giugno. Potrebbe aprirsi una chance per Terlizzi, attualmente poco (o nulla) utilizzato dalla Samp di Novellino: la realtà è che nei prossimi giorni magari ci sarà spazio anche per Piccolo e Urbano, visto che Legrottaglie e Tudor sono ancora lontani da una condizione accettabile.
Se in casa Juve ci fosse voglia di scherzare, Deschamps potrebbe proporre a Bojinov di giocare in difesa: invece non lo farà e il bulgaro continuerà con i suoi musi. Tipo quelli esibiti ieri a Vinovo, quando si è innervosito per un paio di passaggi sbagliati da parte di un compagno alzando anche la voce: a fine seduta Deschamps lo ha preso da parte per un bel discorsino e tutto è finito lì. Apparentemente: la realtà è che l'ex leccese non ne può più di scaldare la panchina e non vede l'ora di traslocare, in Germania o in Italia poco cambia. «I giovani non devono avere fretta - ha poi commentato il tecnico di Bayonne -. Tutti vorrebbero avere un tempo di gioco minimo garantito, ma io non lo posso assicurare a nessuno. Bisogna che i giocatori sfruttino al massimo i momenti in cui sono utilizzati: si può crescere anche giocando meno di quanto si vorrebbe. Essere alla Juve vuol anche dire saper aspettare». Già.