Juventus: pronti 100 milioni, via Delneri

Bianconeri verso la svolta: oggi il cda pronto all’aumento di capitale. Bilancio in rosso: 60 milioni. Missione in Spagna per Diarra e Aguero. Capitolo allenatori: piace molto Villas Boas (del Porto). Mazzarri deve convincere De Laurentiis o dimettersi dal Napoli

Torino - Sarà un consiglio di amministrazione bello tosto, quello che si svolgerà oggi in cor­so Galileo Ferraris. La Juventus, arrivata a un passo dal sentirsi di nuovo grande, è di nuovo nel­la bufera. E si è riscoperta fragile e piccina, con limiti di personali­tà pazzeschi evidenziati in po­che settimane prima dal Cata­nia e poi dal Chievo: due squa­dre cosiddette 'piccole' capaci di rimontare il doppio svantag­gio a Torino al cospetto di una Signora impaurita prima e in­credula poi. Da settembre a og­gi, la squadra di Del Neri ha su­bìto in stagione dieci rimonte: impossibile, con queste pre­messe, pensare di arrivare alme­no quarti in campionato o pas­sare anche solo un turno fuori dai confini nazionali.

«Ci siamo resi conto dei nostri limiti, ma non siamo riusciti a ovviare al tutto strada facendo», spiegava sconsolato Marotta nei minuti che seguivano lo scempio contro il Chievo. «Non sappiamo gestire certi momen­ti della partita - era la giustifica­zione di Del Neri - . Evidente­mente giocare a Torino è trop­po difficile per alcuni». Anche per lui non è semplice, però. Al di là della contestazione di cui è vittima ormai da settimane, qualche colpa deve averla an­che il guidatore se le reti subite in casa sono state finora addirit­tura 29 in 18 partite. La barca, in­somma, fa acqua da tutte le par­ti e quasi viene da sorridere quando si dice che i rinforzi an­d­ranno cercati soprattutto in at­tacco: in tutta stagione, la Juve ha fatto una fatica del diavolo a trovare una quadra in difesa e anche a centrocampo.

Ancora oggi nè è alla ricerca: mancanza di qualità e personalità, a essere buoni. Neppure l'entusiasmo derivante dall'essere arrivati al potenziale meno tre dal quarto posto è servito a far fare il salto di qualità a un gruppo evidente­mente sopravvalutato e mal alle­stito. Con il risultato che, pochi giorni dopo avere sentito John Elkann parlare di un piano am­bizioso per rilanciare la Signo­ra, si è di nuovo tornati a un buio pesto che più pesto non si può. Oggi, appunto, il cda presie­duto da Andrea Agnelli. Proba­bilmente non ci sarà il rappre­sentante libico Khaled Fareg Zentuti, mentre sarà regolar­mente al suo posto Jean Claude Blanc: in tempi piuttosto rapidi però il francese - che ricopre la carica di amministratore dele­gato, al pari di Marotta, e quella di direttore generale - potrebbe anche rimettere il mandato e ri­manere come semplice consu­lente per l'avvio del nuovo sta­dio, ormai vicino alla nascita. Naturalmente si esamineran­no i conti ( in rosso di almeno 60 milioni al prossimo 30 giugno) e soprattutto si pianificherà la ri­chiesta di aumento di capitale di un centinaio di milioni per il quale Exor, azionista di maggio­ranza con il 60% delle quote, ha già detto di essere d'accordo.

Sguardo al futuro, gioco forza. E non è un caso se in settimana un uomo Juve (Marotta?) parti­rà per Madrid, con l’agente Fifa Bronzetti, per contattare Real Madrid e Atletico: ai primi chie­derà il centrocampista Diarra ( e si informerà su Benzema) con gli altri parlerà di Aguero, attac­cante di qualità: obiettivo diffici­lissimo, ma la pista va provata. Del Neri ha il futuro segnato, da qui non si scappa: le voci su Van Gaal, santone olandese che fa dell'antipatia il proprio bi­glietto da visita, non sono trop­po credibili, mentre Antonio Conte (già due promozioni all' attivo, con Bari e Siena) è accla­mato dai tifosi e potrebbe an­che scalare posizioni importan­ti. Quanto a Mazzarri, De Lau­rentiis non intende lasciarlo li­bero e allungare i tempi potreb­be essere una tattica per mette­re i bastoni tra le ruote biancone­re: se il tecnico, sotto contratto fino al 2013, non si dimetterà, la Juve rimarrà un miraggio.

Altri in pista? Irraggiungibili Spallet­ti, Mancini e Capello, resiste l'ap­prezzatissimo Villas Boas: libe­rarlo dal Porto costerebbe però un patrimonio e la Juve non se lo può permettere. Ad avere co­raggio, avrebbe invece un senso fare una telefonata a Stefano Pioli, ex juventino che da allena­tore ha sempre f­atto giocare be­ne le sue squadre portandole an­che a centrare gli obiettivi desi­derati. Sarebbe una mezza scommessa, ma anche un mo­­do affascinante per ripartire.