La Juventus strega il Bologna con il gol fantasma

Contestatissima la rete di Zalayeta: si aiuta con un braccio e il suo tiro non oltrepassa la linea

nostro inviato a Bologna

Un rigore su Marazzina steso da Buffon dopo 22 minuti non accordato. Un gol di Zalayeta stradubbio accordato al 27’ del secondo tempo: palla stoppata probabilmente col braccio, destro sotto la traversa, rimbalzo al di qua della riga, semmai il dubbio può esserci al momento del rinvio di Castellini, ma sembra quasi impossibile che la palla nel frattempo abbia superato completamente la riga bianca. Questi due gravissimi episodi hanno condizionato Bologna-Juventus, Messina non ne esce benissimo, facendo rivivere vecchie ombre che tornano e minacciano nuovamente, ora, il campionato di B.
Comunque la Juve esce indenne da Bologna e resta imbattuta in quest’anno solare, mai accaduto prima, peraltro sul peggior campo possibile per riaversi dopo il grave lutto che l’ha colpita. La Juve, che ha raggiunto il Bologna al vertice della classifica, è uscita in maglia bianca con i nomi scritti in nero di Alessio e Ricky. Tutta la squadra è andata sotto la curva dove troneggiava un drappo di cinquanta metri con i nomi dei due ragazzi: in eterno con noi. Poi tutta la panchina, massaggiatori e medici compresi al centro del campo assieme agli undici titolari per il minuto di silenzio. Un rito come era giusto che fosse, danneggiato dal solito scroscio di applausi che non trovano giustificazione in questi casi. Boato impressionante di fischi a ogni tocco di pallone degli juventini, Del Piero fra i primi. La curva rossoblu contro il parere della presidenza ha fatto quindici minuti di sciopero, al posto degli ultras sugli spalti alcuni striscioni contro il sistema Juve, la squadra che più di ogni altra, a Bologna, è stata identificata con la retrocessione di due stagioni fa. Da quel momento Bologna-Juve è diventata la partita che avrebbe potuto ripulire l’anima da quell’onta e lo stadio ieri sera era gonfio e molto tonico. Applausi a ogni disimpegno, ad ogni tocco disperato purché allontanasse la palla dai piedi di Camoranesi e Del Piero, evidente il timore verso una squadra che è apparsa subito di altro spessore. Il Bologna comunque ha iniziato bene, Bellucci ha costretto Buffon a una parata sotto la traversa, al 19’ ancora il capitano ha costretto il portiere juventino a un tuffo in grande stile sul suo palo di destra, poi il capolavoro su Boumsong che si vede superare da un sinistro destro in palleggio con sventola che Buffon blocca alla grandissima. Questo succede al 24’, nel frattempo la Juve ha fatto la partita e da questo momento sarà padrona del campo. Resta la decisione di Messina molto discutibile che ha alzato ancora di più gli animi nello stadio, dopo quell’episodio ogni suo intervento verrà contestato ma mai come in questa occasione si può affermare che se l’è voluta lui. La Juve ha ripreso da dove aveva lasciato, si è riversata nella metà campo del Bologna senza il minimo rispetto, lo ha chiuso in quaranta metri, gli ha fatto capire cosa avevano davanti i primi in classifica. Ulivieri, mai vittorioso contro la Juventus con il Bologna, si è affidato alla voglia e all’entusiasmo dei suoi davanti a un pubblico che non ha mai smesso di soffrire sperando in una intuizione di Bellucci, il resto della squadra ha solo lavorato sodo, scivolata, interventi in spaccata e in acrobazia. Del Piero li aveva graziati a cinque minuti scarsi dal riposo mangiandosi un gol clamoroso in area piccola ciccando il pallone come un esordiente qualunque. Ma ha deliziato con numeri anche sul gioiellino Terzi che ha dribblato, secco, in venti centimetri.