La Juventus urla nel silenzio

Spogliatoio nervoso, tutti zitti, nascosti pure i convocati. Gioca Del Piero con Ibra. Prandelli all’Inter? «Per favore, so come va il calcio»

Alessandro Parini

da Torino

Arrabbiati. Suscettibili. Permalosi. Tre aggettivi che calzano a pennello agli juventini di questi giorni. Estromessi dalla Champions League e con trequarti di scudetto già in tasca, con le bocche cucite per decisione della società, indispettita dalla contestazione di mercoledì sera al Delle Alpi: Moggi l'ha definito «momento di riflessione». Silenzio stampa, in pratica. Per riportare serenità e dare le giuste soddisfazioni a chi è innamorato del bianconero: lo stesso era già accaduto l'anno scorso, tutti chiusi nella torre d'avorio in attesa di vincere il titolo e dare libero sfogo a gioia e contentezza. Adesso sta succedendo la stessa cosa, ma l'impressione è che la seconda uscita dall'Europa che conta fin dai quarti di finale possa lasciare strascichi diversi: il gruppo è nervoso, dello scudetto che arriverà pare importi poco ad alcuni tra gli stessi giocatori. E ancora: giusto dichiararsi infastiditi per «l'aggressione verbale di mercoledì», come l'ha definita lo stesso Moggi, ma proprio non si capisce che senso abbia avuto non comunicare l'elenco dei convocati in vista del posticipo di questa sera contro la Fiorentina. Suscettibilità e permalosità, appunto.
Così, nella roccaforte del Centro Sisport che ha ormai dissuaso anche i più fedeli (e pazienti) tifosi dal recarsi a spiare attraverso improbabili buchi pillole di allenamento, Capello ha preparato ieri la sfida alla squadra di Prandelli. In mancanza di conferme ufficiali, va comunque preso atto che non hanno disputato la partitella Emerson e Trezeguet. In compenso, Del Piero è stato schierato al fianco di Ibrahimovic ed è apparso recuperato e pronto a giocare dall'inizio: strano anche questo, a dire il vero, dal momento che mercoledì non è stato ritenuto idoneo neppure per andare in panchina. Per il resto, con Cannavaro squalificato, la difesa dovrebbe essere formata da Zebina, Kovac, Thuram e Zambrotta, il centrocampo da Camoranesi, Vieira, Giannichedda e Nedved. Se poi nella testa di Capello sarà frullato altro, lo scopriremo solo in serata. Di sicuro, non si vede come una Juve pur spompata e con i nervi a fior di pelle (nove espulsioni dall'inizio dell'anno, quattro negli ultimi dieci giorni) possa perdere il campionato.
La Fiorentina - che all'andata venne sconfitta 2-1 dopo avere colpito tre pali - viaggia invece con il vento in poppa e punta dritta al quarto posto che significa qualificazione in Champions: Toni è il profeta cui aggrapparsi e poco importa se in carriera non ha mai segnato alla Juve. Stante l'assenza di Pazzini, sarà probabilmente confermato il cileno Jimenez sulla trequarti. Prandelli, che alcuni danno in approdo interista, la prende alla larga: «Avrei preferito che la Juve si qualificasse per la semifinale di Champions, perché adesso sarà ancor più arrabbiata. Noi stiamo bene: viviamo domenica dopo domenica con la consapevolezza di avere già fatto qualcosa di importante. Dal punto di vista mentale, è stata una partita semplice da preparare: tutti sono molto motivati». E l'Inter: «Lasciamo stare, so come va il calcio». Meglio pensare a un'eventuale impresa odierna.