Kabul: «Arrestate gli americani che aprirono il fuoco sulla folla»

Fausto Biloslavo

Il Parlamento afghano vuole far processare i soldati americani, che tre giorni fa, a causa di un incidente stradale, hanno scatenato una rivolta a Kabul. Il comando Usa, però, è in possesso di un video che dimostra come i militari abbiano reagito «per legittima difesa» sparando sopra la testa dei manifestanti. Lo stesso presidente americano George W. Bush ha promesso «un’inchiesta approfondita» sugli incidenti di lunedì nella capitale, che sono costati la vita ad almeno 20 persone.
I fondamentalisti stanno rialzando la testa anche a sud, dove ieri sono stati uccisi una dozzina di poliziotti e rapiti 40 agenti. Il Parlamento afghano, riunito da martedì a porte chiuse, ha approvato una mozione non vincolante, che chiede al governo di perseguire i militari responsabili del grave incidente stradale alla periferia di Kabul, scintilla che ha fatto esplodere una specie di rivolta, poi pilotata da agitatori di professione.
Non a caso ieri è stato distribuito nella capitale un libretto che incita gli afghani a protestare contro gli stranieri. L’opuscolo, scritto in farsi, si appella «a tutti gli ulema, ai mullah e agli imam delle moschee». Gli estensori del libretto, probabilmente frange di studenti universitari legate al fondamentalismo islamico, chiedono «di inscenare manifestazioni di proteste contro le forze straniere responsabili di azioni brutali compiute a Kabul». Il riferimento è all’incidente stradale e alle sparatorie che ne sono seguite. «Dovete difendere il nobile sangue dei nostri martiri», conclude l’appello alla violenza.
Da settimane nelle moschee i sermoni accendevano gli animi contro le truppe della Nato, in nome della guerra santa, e ora si teme che i «sobillatori», come li ha chiamati il presidente afghano, Hamid Karzai, attendano il venerdì di preghiera per scatenare nuovi disordini. Non a caso i festeggiamenti per il 2 giugno all’ambasciata italiana sono stati anticipati di un giorno.
Il colonnello Tom Collins, portavoce del comando Usa, ha ribadito che la causa dell’incidente è stata la rottura dei freni di un camion. L’autista, che non è agli arresti, avrebbe fatto di tutto per evitare di investire i passanti. Purtroppo il veicolo ha distrutto diverse macchine e ucciso cinque persone. La folla, ha spiegato Collins, «è diventata sempre più ostile, lanciando pietre e minacciando le forze americane. Ci sono indicazioni che i soldati della coalizione hanno usato le armi per autodifesa». Il colonnello ha specificato che in un video si vede un soldato che spara con una mitragliatrice pesante, dalla botola di un blindato, «ma sopra le teste dei manifestanti, non contro».
Il presidente americano ha telefonato a Karzai porgendo le condoglianze per le vittime e «si è impegnato a ordinare un'inchiesta approfondita». Nel resto del Paese i talebani non demordono dall’offensiva di primavera, che nelle ultime settimane ha provocato 350 morti, soprattutto miliziani uccisi dai raid aerei della coalizione. Ieri i fondamentalisti hanno preso d’assalto la stazione di polizia di Chora, nella provincia meridionale di Uruzgan, sequestrando 40 agenti. Nella vicina provincia di Zabul un razzo talebano ha colpito in pieno il veicolo sul quale viaggiava Mohammed Rasoul, un alto ufficiale di polizia del luogo, uccidendolo, Negli scontri seguiti all’imboscata sono morti dieci poliziotti.