A Kabul arrivano aerei ed elicotteri

da Roma

Lunedì al Quirinale torna a riunirsi il Consiglio supremo di difesa. La riunione dell’organo presieduto dal presidente della Repubblica era in agenda da tempo, ma cade in un momento particolare, poco dopo il voto del Senato sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero e all’indomani del ferimento dell’incursore della Marina militare in Afghanistan. Il terzo agguato in pochi giorni. Ufficialmente il tema è l’integrazione «multidisciplinare» dei contingenti italiani con le iniziative politiche e diplomatiche del governo. Ma al Csd pendono anche report dei piani militari e le richieste dei comandanti del contingente. A partire da quelle per nuovi elicotteri d’attacco (i Mangusta A-129), necessari per il pattugliamento delle aree che sono state assegnate agli italiani. Zone che erano considerate sicure, fino a quando sono cresciuti i segnali su possibili azioni armate contro i nostri militari. L’invio degli elicotteri eviterebbe al contingente italiano di dipendere dalla copertura degli inglesi. I Mangusta che starebbero per arrivare ai militari sono tre. Poi sono attesi nel giro di poche settimane due Predator, aerei senza pilota, oltre ad altri mezzi blindati (i Puma muniti di torretta), dei dispositivi «Jammer» che impediscono la trasmissione del segnale radio che attiva il detonatore delle bombe e un C-130 per il trasporto.
«Sono valutazioni che faremo in tempi rapidissimi», ha assicurato ieri il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi, garantendo il via libera del dicastero. Nessuna novità per quanto riguarda l’aumento del contingente. Il generale Antonio Satta, che guida la missione Isaf nell’Ovest del Paese, aveva detto nei giorni scorsi che non avrebbe detto no ad altri soldati. Il capo di Stato maggiore Filippo Cecchi ha puntualizzato che «se ci saranno più elicotteri, diminuirà anche l’esigenza di avere più pattuglie sul territorio». In sostanza la sicurezza sarà garantita dall’alto, senza bisogno di aumentare il numero di soldati. L’Italia potrebbe anche decidere di aumentare l’impegno per addestrare le forze di sicurezza afgane. E a questo fine potrebbero arrivare in Afghanistan degli istruttori.
La coincidenza tra l’accelerazione del piano per i nuovi armamenti in Afghanistan e il voto al Senato sulle missioni non è sfuggita al centrodestra. E il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, ha commentato: «È evidente che la dura polemica del centrodestra sta ottenendo qualche risultato».