Kabul, attacco suicida contro una base militare

Un bagno di sangue, l’attentato più micidiale dalla caduta del regime dei talebani alla fine del 2001, si è verificato ieri al Centro di addestramento militare di Kabul istituito dalla forza internazionale per addestrare l’esercito afghano. Dodici morti (13 con l’attentatore) e 29 feriti è il macabro bilancio. Secondo il ministero della Difesa, le vittime, salvo un civile, erano tutti militari del luogo.
Secondo un testimone che ha voluto rimanere anonimo, il kamikaze indossava un uniforme dell’esercito locale ed è schizzato nel parcheggio del centro a bordo di una motocicletta: si è fatto saltare in aria vicino a un autobus carico di soldati afghani, che stavano lasciando il campo di addestramento.
I talebani, in un comunicato giunto nel pomeriggio di ieri, hanno rivendicato l’attacco: «confermiamo che il mullah Sardar Mohammad, uno dei nostri mujaheddin, è stato l’autore dell’attacco suicida contro i soldati afghani», ha dichiarato via telefono satellitare da una località segreta Latifullah Hakimi, portavoce della guerriglia. Si tratta del primo vero attentato dalle elezioni parlamentari, che si sono svolte dieci giorni fa.
Ieri, in serata, è anche giunta la confessione di Timor Shah, arrestato due giorni fa perché sospettato di aver rapito Clementina Cantoni nel maggio scorso. In un’intervista alla televisione afghana l’uomo ha ammesso di essere l’autore del sequestro della cooperante italiana.