Kabul, attentato contro i tedeschi. Ucciso il capo talebano Ghazi

Kamikaze si fa esplodere nel centro della capitale contro un'auto dell'ambasciata. Tre morti fra i passanti. Blitz notturno della coalizione: morti il comandante talebano Ghazi e altri quindici, stava organizzando un attacco contro la Nato 

Kabul - Un attentatore suicida in sella ad una bicicletta - a piedi, dirà più tardi il ministero dell'interno - si avvicina ad un'auto dell'ambasciata tedesca nel pieno centro di Kabul, a 200 metri dal Parlamento, e si fa esplodere. Ma manca il presumibile obiettivo di uccidere diplomatici tedeschi e provoca invece la morte di tre suoi connazionali (due muoiono subito, uno nelle ore successive), ed il ferimento di altre sei afghani, tra i quali il conducente dell'auto e due impiegati del comune. L'attentato, che non è stato rivendicato ma è con molta probabilità attribuibile ad insorti vicini ai taleban, se non direttamente a loro, segue a tre giorni di distanza un altro, compiuto giovedì vicino all'ambasciata statunitense di Kabul, sempre con vittime solo afghane.

Durante la notte un attacco combinato di forze afghane e della coalizione internazionale aveva portato all'uccisione di un importante comandante taleban, Ghazi, e di non meno di 15 suoi aiutanti e familiari. Stavano organizzando - dirà poi il comando afghano - un attacco contro forze Nato nella stessa località di Sarobi nella quale il 18 agosto scorso tesero un agguato ai militari francesi Isaf-Nato, uccidendone dieci e ferendone altri 21. L'episodio fu rivendicato dal 'signore della guerra' Gulbuddin Hekmatyar e da militanti del Partito Islamico, da lui capeggiato, Hizb-e-Islami. Fu, quello, uno degli episodi più sanguinosi e luttuosi per l'esercito francese dall'inizio della guerra in Afghanistan, nel 2001, e che ha dato base concreta alle valutazioni per cui le forze internazionali (Isaf-Nato e Enduring Freedom) non sono in grado di contrastare l'avanzata dei taleban dal sud verso la capitale.

Un'altra operazione in quella di Patkia ha portato all'arresto di altri 10 appartenenti alla formazione di insorti Haqqani. Gli insorti hanno progressivamente conquistato terreno, provenendo dal confine meridionale con il Pakistan ed hanno costretto le forze multinazionali ad asserragliarsi sempre più a difesa dei grandi centri abitati, come Kabul, dando poi origine alle sempre più frequenti richieste dei comandanti Nato di invio di rinforzi da vari paesi, Italia inclusa. Nel sud, nella provincia di Kandahar, un dipendente afghano della società di sicurezza privata Uspi è stato ucciso dall'esplosione di una bomba telecomandata. Ieri soldati britannici avevano sparato contro un'auto che si stava avvicinando troppo loro, scoprendo poi di aver ucciso un poliziotto afghano che la guidava.