Kabul, ballottaggio annullato: Karzai presidente

La
commissione elettorale indipendente ha deciso di annullare il ballottaggio, previsto per sabato prossimo, dopo la
decisione di Abdullah Abdullah di ritirarsi. Confermato il presidente uscente che aveva vinto al primo turno. L'Onu: "Rispetteremo la decisione"

Kabul - Il ballottaggio delle elezioni afgane, previsto per sabato prossimo, sarà annullato dopo la decisione di Abdullah Abdullah di ritirarsi. E il presidente afgano uscente Hamid Karzai è stato proclamato vincitore delle elezioni del 20 agosto.

La decisione sul ballottaggio La Commissione ha così ribaltato quanto indicato ieri, ovvero che la legge afgana obbligava allo svolgimento di un secondo turno non essendo contemplata l’eventualità del ritiro di un candidato dopo i termini previsti per una eventuale rinuncia. Karzai, rimasto così unico candidato in lizza, si era detto ieri fiducioso in un ballottaggio ma disposto ad accettare qualsiasi decisione di un’autorità competente, sottolineando però che il governo non è tenuto a rispettare quanto stabilito dalla Commissione, il che - se l’esecutivo dovesse dimostrare il suo disaccordo - lascerebbe nelle mani della Corte Suprema una eventuale decisione legale definitiva.

La legittimità del governo Karzai La decisione di Abdullah pone comunque un serio problema di legittimità per il governo di Karzai, come hanno sottolineato gli analisti. Se lo svolgimento del secondo turno appariva infatti a questo punto inutile dal punto di vista dell’esito finale, costoso da organizzare e sotto la minaccia delle violenze dei talebani, il suo annullamento potrebbe spingere Abdullah a rifiutarsi di riconoscere l’autorità del Presidente, alla luce di un primo turno elettorale macchiato da numerose frodi (il 25% dei voti annullati) che rimane di fatto l’unica investitura ricevuta da Karzai; d’altra parte, è probabile che la partecipazione al secondo turno sarebbe stata talmente bassa da inficiare comunque la legittimità del voto.

Senza soluzioni alternative La Costituzione afgana - come aveva sottolineato la stessa Commissione ieri - in realtà non lascerebbe spazio a soluzioni alternative che non siano quella di far svolgere comunque un secondo turno, nonostante fosse stata proposta anche la celebrazione di una nuova Loya Jirga con la partecipazione anche dei talebani più moderati. Proprio i talebani vengono considerati i maggiormente beneficiati dall’attuale crisi politica, che potrebbe portare a un maggior numero di reclutamenti e a una maggiore influenza sull’opinione pubblica afgana.

Onu: "Rispetteremo la decisione" Le Nazioni Unite "appoggeranno e rispetteranno" qualsiasi decisione prendano le autorità elettorali afgane in merito allo svolgimento del ballottaggio delle presidenziali afgane. A una settimana dall’attacco talebano a un foresteria delle Nazioni Unite, definito dalle milizie "un primo passo" l’offensiva contro lo svolgimento delle elezioni, Ban Ki-Moon ha ribadito che l’Onu rimarrà in Afghanistan e il suo lavoro continuerà. Il segretario generale ha incontrato il presidente uscente Hamid Karzai e il rivale Abdullah Abdullah, che ha annunciato ieri il suo ritiro dal voto del 7 novembre precipitando il Paese in una imprevista crisi istituzionale e mettendo in forse lo svolgimento del ballottaggio.

Le congratulazioni di Washington Gli Stati Uniti sono stati uno dei primi Paesi a congratularsi con Hamid Karzai dopo che è stato dichiarato presidente dell’Afghanistan dalla Commissione elettorale. "Ci congratuliamo con Karzai per la sua vittoria in queste storiche elezioni", si legge in un comunicato dell’ambasciata Usa a Kabul in cui viene anche espresso "apprezzamento" per la decisione di annullare il ballottaggio "sulla base del diritto afgano". "Siamo pronti a lavorare insieme a lui, al suo nuovo governo e al popolo afghano e ai nostri partner della comunità internazionale per sostenere il progresso dell’Afghanistan verso le riforme istituzionali, la sicurezza e la prosperità", si assicura nella nota.