Kabul, i ribelli sparano a una pattuglia italiana

Un cooperante tedesco barbaramente ucciso dai guerriglieri

Nuovo attacco dei talebani. E questa volta alla periferia di Kabul. Nel mirino una pattuglia italiana, contro la quale, ieri sera alle 8,55 (le 17,25 in Italia) i ribelli hanno aperto il fuoco. Nessun militare è rimasto ferito. Fonti del nostro contingente hanno precisato che l’agguato è avvenuto a otto chilometri a sud della capitale. I soldati, che si trovavano su due veicoli e stavano svolgendo «normale attività di controllo del territorio», sono rimasti coinvolti «in un incidente a fuoco con tre elementi ostili armati di lanciarazzi Rpg, che - dicono ancore le fonti - si sono dileguati a seguito della pronta reazione dei soldati».
I guerriglieri attaccano un po’ ovunque, prendendo di mira anche i civili. Ieri, con una barbara esecuzione, hanno ucciso un tedesco, un cooperante, incuranti del fatto che fosse venuto per aiutare gli afghani. Lo hanno ammazzato sul bordo di una strada polverosa nel nord dell’Afghanistan, nella provincia settentrionale di Shar i Pul, con una raffica di kalashnikov. Il tedesco lavorava per Agro aid, un’organizzazione umanitaria non governativa gemellata con l’italiana Cesvi. Il cooperante viaggiava a bordo di un fuoristrada assieme a tre collaboratori afghani, a 50 chilometri dal capoluogo provinciale, quando i quattro sono stati fermati da un improvvisato posto di blocco. Dopo averli derubati i tagliagole hanno lasciato andare gli afghani e sparato senza pietà al volontario tedesco, di cui non è stato reso noto il nome.
A sud gli scontri sono sempre più aspri nella provincia di Helmand, al terzo giorno dell’Operazione Achille, contro i talebani, che impegna 4.500 soldati della Nato e 1.000 afghani. «I ribelli si sono serviti anche di civili come scudi umani», ha detto il tenente colonnello Stephane Grenier, portavoce dell’Alleanza nel sud. Un militare della Nato, un inglese, è invece morto ieri in seguito alle ferite riportate nei combattimenti.