Kabul, i talebani sparano a Karzai L'attacco durante una parata militare

Attentato contro il presidente afghano durante una parata militare nella capitale: spari e razzi. Il presidente, rimasto illeso, parla alla tv: "Attentatori accerchiati e presi". Messaggio di Napolitano, solidarietà dalla Ue

Kabul - Il presidente afghano Hamid Karzai è sfuggito ad un tentativo di ucciderlo compiuto dai talebani mentre assisteva a Kabul a una parata militare. Nell'attacco tre guerriglieri sono rimasti uccisi. Feriti anche alcuni parlamentari che assistevano alla parata. Karzai è subito rientrato al palazzo presidenziale, è incolume, ha detto una fonte governativa. Insieme a lui - ad assistere alla parata organizzata per celebrare il 16/0 anniversario della 'liberazione' di Kabul da parte dei muhahiddin - si trovavano anche membri del suo governo e del parlamento, nonché personalità straniere. Tra queste c'erano gli ambasciatori di Usa e Gran Bretagna, un rappresentante dell'Onu, il comandante delle Forze internazionali in Afghanistan, il generale americano Dan McNeill. Nessuno di loro è rimasto ferito. Tutti comunque, quando sono cominciate le esplosioni, provocate presumibilmente dai razzi lanciati dai taleban, e le raffiche di armi automatiche, si sono gettati a terra e appena possibile sono fuggiti.

Vittime civili Nell'attentato sono morti due civili, tra cui un bambino di dieci anni. E' quanto ha detto all'Afp il ministro della sanità Mohammad Amin Fatimie. Il ministero della difesa in precedenza aveva parlato di una vittima, un capo tribù di una quarantina d'anni. Secondo Amin Fatimie, oltre ai due morti ci sono anche nove feriti tra i civili che assistevano alla parata.

I talebani: siamo stati noi L'attacco è stato subito rivendicato da un portavoce del taleban, Zabihullah Muhjahid: "Siamo noi che abbiamo compiuto l'attacco - ha detto per telefono -. Abbiamo lanciato razzi contro la sfilata. Avevamo sei dei nostri sul posto e tre di loro sono rimasti uccisi". Secondo varie testimonianze, poco dopo che Karzai si era sistemata sulla tribuna, dopo una ispezione ai soldati che partecipavano alla parata, si sono sentiti colpi di armi automatiche e esplosioni. Qualcuno ritiene che i taleban sparassero da un edificio vicino al luogo della sfilata, alla quale partecipavano un migliaio di soldati.

Karzai: attentatori accerchiati e presi Il presidente Karzai ha annunciato l'arresto di alcuni degli autori "Per fortuna le forze di sicurezza afghane li hanno rapidamente accerchiati", ha dichiarato Karzai durante un intervento in diretta alla televisione. "Alcuni di loro sono stati catturati", ha aggiunto sottolineando che la situazione é sotto controllo.

Un attentato che ricorda quello all'egiziano Sadat Il più famoso attentato contro un capo di stato compiuto in occasione di una parata militare è quello che costò la vita al presidente egiziano Anwar el Sadat. Era il 6 ottobre 1981: si celebrava l'ottavo anniversario di quella che gli egiziani chiamavano 'vittoria' nella guerra di ottobre contro Israele. Sadat, con tutti i principali esponenti del regime tra cui colui che gli sarebbe succeduto, Hosni Mubarak, era seduta nella tribuna d'onore. Da un blindato, nel momento in cui passava davanti a lui, scese un manipolo di soldati che erano membri di un gruppo islamico. Uno di loro lanciò subito una bomba a mano contro la tribuna delle autorità. Poi intervennero altri membri del commando che sembra si fossero appostati vicino alla tribuna. Ne seguì una furiosa sparatoria con i soldati di guardia. A guidare il commando di attentatori era Khalid al Istambuli, che venne poi arrestato e successivamente processato, condannato a morte e giustiziato. Sadat fu colpito da cinque proiettili. Quando giunse all'ospedale era già in coma profondo ed è morto poco dopo.

Il messaggio di Napolitano "Signor presidente, un vile attentato ha cercato oggi di colpire, attraverso la sua persona, il simbolo di un Afghanistan incamminato verso istituzioni stabili e democratiche e libero dall'oppressione del fanatismo e del terrorismo. L'obiettivo dei terroristi è fallito, anche se ad un alto prezzo di vite umane". E' quanto scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al presidente della Repubblica Islamica dell'Afghanistan, Hamid Karzai. "Nell'esprimerle la mia solidarietà ed il forte incoraggiamento a proseguire l'opera al servizio del suo Paese - scrive Napolitano - le confermo l'impegno dell'Italia a contribuire, nell'ambito delle iniziative poste in essere dalla comunità internazionale, a favorire la crescita civile ed il progresso economico dell'Afghanistan".

L'Italia mantiene gli impegni L'Ambasciatore d'Italia a Kabul, Ettore Sequi, ha espresso, a nome del governo italiano, la piena solidarietà al Presidente Karzai per il vile atto di violenza compiuto in occasione delle celebrazioni del sedicesimo anniversario della fine dell'invasione sovietica, alle quali ha partecipato in rappresentanza dell'Italia. L'attentato conferma - ha commentato il ministro D'Alema - la necessità che la comunità internazionale continui nell' impegno per collaborare con determinazione al consolidamento delle istituzioni democratiche in Afghanistan, a beneficio del popolo afghano e per lo sviluppo socio-economico del Paese. In proposito, la Farnesina rende noto che nel fallito attentato non è stato coinvolto nessun esponente della comunità italiana a Kabul, che era stata sensibilizzata dalla nostra Ambasciata sull'opportunità di limitare al minimo indispensabile tutti gli spostamenti durante i giorni delle celebrazioni.

La condanna della Ue L'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana condanna in modo fermo l'attentato contro Karzai e ribadisce "il pieno sostegno dell'Unione europea" alle autorità afghane per riportare stabilità nel paese. Lo dice all'Ansa la portavoce di Solana Cristina Gallach, riferendo che "sono in corso contatti con le autorità dell'Afghanistan" e il corpo diplomatico europeo che assisteva alla cerimonia.