Kabul, kamikaze contro gli italiani Morto un maresciallo, tre i feriti

Terroristi all'attacco vicino a Kabul. Il maresciallo dell'esercito Daniele Paladini è morto per le gravissime ferite, altri tre feriti in modo lieve. Nove le vittime civile, quattro sono bambini. Il kamikaze si è fatto esplodere mentre era in corso l'inaugurazione di un ponte nella valle di Pagman. I talebani: siamo stati noi. Prodi: &quot;Eroico sacrificio&quot;. <a href="/a.pic1?ID=222934" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Il cordoglio di Napolitano: &quot;Dolore e orgoglio&quot;</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=222932" target="_blank"><strong>I talebani in agguato nelle valli della morte</strong></a>

Kabul - Kamikaze contro i soldati italiani: uno dei nostri soldati è morto per le gravvisme ferite, altri tre sono rimasti feriti, nove civili afghani sono stati uccisi (quattro sono bambini) e una decina sono rimasti feriti. E' il bilancio del gravissimo attacco di stamani. L'esplosione è avvenuta alle 9:52 locali, le 6:22 in Italia. L'attentatore suicida si è fatto esplodere nella Valle di Pagman, una località ad una ventina di chilometri a nord-ovest da Kabul, mentre era in corso l'inaugurazione di un ponte da parte dei militari del contingente italiano.

Morto il militare ferito gravemente Non c'è l'ha fatta il nostro soldato rimasto gravemente ferito: è morto poco dopo, mentre non desterebbero particolare preoccupazione gli altri, uno con ferite da schegge al volto, un altro alla gamba e il terzo con una frattura scomposta al braccio destro ed altre lesioni. Si chiamava Daniele Paladini, maresciallo capo dell'Esercito, del secondo reggimento pontieri di Piacenza. Paladini, è morto durante il trasporto all'ospedale militare di Kabul. Nell'attentato sono rimasti coinvolti anche il capitano dell'esercito Salvatore Di Bartolo, dell'11° reparto Infrastrutture di Messina; il capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento Pontieri di Piacenza; il caporale caggiore scelto Andrea Bariani, del 5° reggimento Alpini di Vipiteno. Tutti e tre sono lievemente feriti.

Paladini originario di Lecce Il militare italiano morto nell'attentato era nato a Lecce e viveva a Novi Ligure (Alessandria). Paladini aveva 35 anni ed era sposato con Alessandra Rizzo, ha 39 anni ed è di Novi Ligure, dove abita con la figlia Ilaria, di sei anni.

Kamikaze straniero L'attentatore suicida, secondo quanto è stato possibile ricostruire, sarebbe stato visto salire dal greto di un fiume verso la zona dove i militari italiani stavano inaugurando un ponte - a Pagman, una ventina di chilometri a nord-ovest da Kabul - insieme alle autorità e alla popolazione locale. Secondo le prime informazioni sarebbe uno straniero, quindi non un cittadino afgano, l'attentatore che si è fatto esplodere. In base ad una prima ricostruzione, l'uomo è stato visto risalire il greto di un fiume e dirigersi verso il luogo dove si stava svolgendo la cerimonia. I militari italiani che fornivano la cornice di sicurezza dell'area si sono però insospettiti dal suo atteggiamento, oltre che dal modo in cui era vestito: indossava infatti un ingombrante giubbotto sotto al quale sembrava nascondere qualcosa.

Bloccato dai soldati, si è fatto esplodere Non appena è stato bloccato l'uomo si è fatto esplodere. Se fosse riuscito a superare il cordone dei miliari il bilancio dell'attentato sarebbe stato molto probabilmente ancora più pesante. Quello degli attacchi suicidi, come ha detto solo pochi giorni fa il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi in una informativa al Senato, "é un fenomeno recente ed estraneo alla cultura afgana tradizionale, ma diffuso in molte realtà conflittuali, e quindi la loro comparsa anche in Afghanistan non meraviglia". I gruppi armati, ha sottolineato, "quasi mai cercano il confronto diretto con le Forze regolari afgane o con quelle dell'Isaf", la missione della Nato. "Più frequente è invece il ricorso agli ordigni esplosivi, sia quelli posizionati lungo le vie di comunicazione principale, sia quelli trasportati da attentatori suicidi".

L'Isaf: impedito un bilancio più grave La pronta reazione dei militari italiani che hanno individuato e bloccato l'attentatore suicida ha impedito un bilancio ancora più pesante della strage. Lo conferma il comando del contingente Italfor XVI con sede a Kabul: "E' stata l'immediata reazione dei militari italiani preposti alla cornice di sicurezza che ha consentito l'individuazione dell'attentatore ed il suo parziale isolamento, riducendo così sensibilmente il bilancio dell'attentato".

I talebani rivendicano l'attentato I talebani hanno rivendicato l'attentato. Lo rende noto l'agenzia di stampa afghana Pajhwok. A farsi saltare in aria sarebbe stato un membro dei talebani noto con il nome di Mustafa e proveniente da Kabul, ha riferito alla Pajhwok un portavoce degli studenti coranici, Zabihulla Mujahid.

Prodi: "Eroico sacrificio" "L'eroico sacrificio del maresciallo capo Daniele Paladini, caduto in Afghanistan per impedire che il gesto ignobile di un kamikaze provocasse danni ancora più gravi tra la popolazione civile è in questo momento il mio pensiero più forte e doloroso. A nome mio e di tutto il governo rivolgo ai familiari vicinanza e partecipazione": lo afferma il presidente del Consiglio, Romano Prodi. "La strage di oggi unisce il sangue di vittime innocenti e di seminatori di pace, nella consapevolezza che la strada da percorrere per riportare la fratellanza e l'ordine in quelle terre tormentate è ancora lunga. Sono vicino anche agli altri militari feriti, ai loro familiari e a quelli dei bambini morti in un giorno di festa - conclude - che l'odio, ancora una volta, ha voluto trasformare in lutto".

Il cordoglio di Parisi, Bertinotti e Marini Il ministro della Difesa ha espresso "sentimenti di profondo cordoglio e solidarietà nei riguardi dei familiari del sottufficiale deceduto". Mentre il presidente della Camera, Fausto Bertinotti dice: "Siamo colpiti dal una tragedia che colpisce l'Italia ed un suo cittadino impegnato in una missione decisa dal governo e dal Parlamento. Manifesto la più viva solidarietà ai familiari per questa perdita incalcolabile, ma serve una riflessione strategica". "Oggi - dice Bertinotti all'Ansa - é il momento della solidarietà e del cordoglio. Ma continuo a pensare che l'Ue in primo luogo, l'Italia e le forze impegnate nella missione in Afghanistan siano sempre più indotte a dover fare una riflessione strategica sul fine che con quella missione si persegue e sul come esso vada perseguito".
"Il primo pensiero va a questo giovane che è caduto servendo il proprio Paese": così il presidente del Senato, Franco Marini. "Ci inchiniamo davanti al nostro caduto ed alla sua famiglia, a cui lo Stato deve guardare con grande attenzione, rispetto ed esserle vicino". "Il rischio c'é in questa missione guidata dall'Onu - ha proseguito Marini - una missione di pace, voglio sottolineare questo. Sappiamo che c'é il rischio ma per difendere la pace nel mondo questi nostri ragazzi affrontano sacrifici e rischi. Tutto il Paese credo che sia vicino al caduto e vicino ai feriti, ai quali auguro una pronta guarigione"

La procura apre un fascicolo per strage Strage con finalità di terrorismo. E' questo il reato del fascicolo aperto dal procuratore aggiunto di Roma Franco Ionta in relazione all'attentato.