Kabul, l'addio a Pezzulo In serata il rientro in Italia

Arriverà intorno alle 22 da
Kabul la salma del maresciallo ucciso ieri dai talebani. Domani sarà eseguita l'autopsia, i funerali saranno celebrati sabato. La figlia: "Un uomo di pace"

Roma - Arriverà questa sera intorno alle 22 da Kabul la salma del maresciallo Giovanni Pezzulo, ucciso ieri in Afghanistan in un conflitto a fuoco. Alle 19, invece, giungerà, sempre all’aeroporto militare di Ciampino, il maresciallo Enrico Mercuri, che nel conflitto a fuoco è rimasto ferito.

Il dolore dei famigliari I fratelli di Giovanni Pezzulo sono giunti nelle prime ore dell’alba dalla provincia di Caserta nell’abitazione di Oderzo dove si trova Maria D’Agostino e la figlia Giusy, moglie e figlia del primo maresciallo. Saranno loro a dover decidere, insieme alla vedova, se accettare l’offerta del’Esercito, che ha messo a disposizione per oggi pomeriggio un aereo che potrebbe decollare da Treviso alla volta dell’Afghanistan per consentire ai familiari di accompagnare la salma nel suo viaggio di ritorno in Italia. Nel frattempo, nel corso della notte una mano ha posato davanti al portone d’ingresso dell’abitazione, una palazzina di cinque piani in gran parte abitata da famiglie di militari, una orchidea bianca accompagnata da un bigliettino "Nel cielo di Oderzo una stella in più... Elena".

L'iniziativa: tricolore alle finestre I famigliari di Pezzulo hanno avanzato la proposta, rivolta a chiunque lo vorrà, di esporre, come gesto di solidarietà, un tricolore alla finestra. Questo, è stato anche spiegato, per il forte attaccamento e sentimento di fierezza che il primo maresciallo nutriva nei confronti della bandiera italiana sia in Patria sia durante le missioni all’estero. Nel frattempo, come annunciato dal governatore del Veneto, Giancarlo Galan, da questa mattina la bandiera a mezz’asta in segno di lutto è stata esposta a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale.

Autopsia e funerali Sarà eseguita domani, nell’istituto di Medicina Legale della Sapienza, l’autopsia sul corpo di Pezzulo. Il procuratore aggiunto Franco Ionta e il pm Giancarlo Amato, che procedono per "attentato con finalità terroristiche o di eversione", hanno affidato l’incarico ai consulenti Paolo Arbarello e Ozrem Carella Prada. I magistrati hanno assegnato al ris il compito di analizzare i reperti eventualmente rintracciati sul cadavere. Al momento non verranno effettuati rilievi sul luogo dell’attacco perchè lo vietano ragioni di sicurezza. Potrebbero, invece, svolgersi sabato nel duomo di Oderzo i funerali di Pezzulo. Dopo il rientro previsto questa sera a Ciampino, la salma sarà presumibilmente portata già nel pomeriggio di domani nella caserma Fiore di Motta di Livenza, sede del comando Cimic, dove si sta già allestendo la camera ardente.

La figlia: "Portava la pace" "Papà era in Afghanistan per portare la pace e non è la prima volta che andava all’estero". Lo ha detto Giusy, la figlia diciottenne del maresciallo Pezzulo. "Tutti i giorni ci mandava le foto di quello che faceva con i bambini nelle scuole che ricostruivano". "Mio padre - ha detto ancora la giovane - era orgoglioso di quello che faceva e aveva creduto fino in fondo al suo lavoro mettendo al servizio dello Stato e della Patria la propria vita". Trattenendo le lacrime ha poi concluso che "il sacrificio di papa possa contribuire a cambiare la cose": "Mi farebbe piacere l’esposizione del tricolore perchè lui, in occasione dell’anniversario dell’attentato di Nassiriya lo metteva sempre in onore dei colleghi caduti".