Kabul, raid della Nato Almeno 25 i morti Colpita una moschea

L'operazione delle forze Nato nella provincia di Helmand, nel sud del Paese. Il bilancio delle vittime è destinato ad aggraversi. L'Alleanza atlantica ha confermato l'operazione ma non le vittime civili

Kabul - Almeno 25 persone sono state uccise nel corso di un raid della Nato nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan, secondo responsabili locali. Il comando dell’Alleanza Atlantica ha confermato l’operazione militare, ma non le vittime civili. Le bombe della Nato avrebbero colpito una moschea, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio provinciale di Helmand, Fazal Bari: responsabili locali del distreto di Baghran avrebbero riferito di decine di corpi sotterrati dai detriti dell’edificio. Il bilancio di 25 vittime potrebbe aumentare. 

Fondi dall'Iran per Karzai Il presidente afghano Hamid Karzai ha ammesso che il suo governo ha ricevuto "sacchi di denaro" dall’Iran, ma ha aggiunto che questi versamenti sono stati "trasparenti". La sua ammissione giunge dopo che il New York Times ha scritto che Teheran finanziava in segreto l’esecutivo di Karzai per aumentare la propria influenza a Kabul.

Teheran respinge accuse del Nyt "Accuse false, ridicole e insultanti". Non usa mezzi termini l’ambasciata iraniana a Kabul per condannare l’articolo pubblicato ieri dal New York Times, in cui si avanza il sospetto che Teheran versi regolarmente grosse somme di denaro al consigliere di Karzai, Umar Daudzai, per garantirsi influenza nel governo afghano. "Queste speculazioni infondate sono state diffuse da alcuni media occidentali per tentare di confondere l’opinione pubblica e danneggiare i solidi legami tra i governi di Iran e Afghanistan", si legge in una nota dell’ambasciata iraniana nel Paese asiatico. Secondo il quotidiano americano, che cita fonti occidentali e afghane a Kabul, gli iraniani consegnerebbero a Daudzai ogni mese circa un milione di dollari. Questo denaro costituisce un fondo segreto che Karzai e il suo consigliere userebbero per comprare favori di deputati afghani, capi tribù e far progredire gli interessi dell’Iran in Afghanistan.