Kabul: rinegoziare la presenza delle forze Isaf

Il governo afghano intende
ricosiderare la presenza delle truppe straniere
nel Paese: "Pronti a limitare autorità e responsabilità alle truppe internazionali". Venerdì la strage di oltre 90 civili causata da un raid aereo della coalizione Usa

Kabul - Il governo afghano intende ricosiderare i termini della presenza delle truppe straniere nel Paese dopo la strage di oltre novanta civili causata venerdì scorso da un raid aereo della coalizione sotto la guida statunitense.

Kabul verso la rinegoziazione La rinegoziazione, si legge in un comunicato di Kabul, deve concentrarsi sui "limiti all’autorità e alle reponsabilità" delle truppe internazionali e su come porre fine ai bombardamenti aerei dei civili, gli arresti illegali e le perquisizioni non autorizzate. La decisione è stata presa con una risoluzione adottata oggi. "Il Consiglio dei Ministri chiede ai Ministri della Difesa e degli Esteri di aprire i negoziati con le forze internazionali", si legge nel documento, che cita tre punti fondamentali di discussione: "rinegoziare i termini della presenza della comunità internazionale, sulla base di un accordo reciproco"; "stabilire i limiti e le responsabilità delle forze internazionali conformemente alle leggi afgane e internazionali"; "porre fine alle incursioni aeree contro obbiettivi civili, alle perquisizioni e alle detenzioni illegali di cittadini afgani". Il governo di Kabul ha "condannato nei termini più forti" i recenti bombardamenti aerei che hanno causato numerose vittime civili: nel raid avvenuto venerdì sul distretto occidentale di Shindand i morti sarebbero stati oltre 90, secondo una commissione di inchiesta presidenziale

La posizione della Farnesina Rinegoziare la presenza dei contingenti italiani in Afghanistan non vuol dire "ritirare le truppe". A precisarlo è il ministro degli Esteri, Franco Frattini, oggi a Rimini per il Meeting di Comunione e Liberazione. "Non credo che rinegoziare la presenza voglia dire ritirare le truppe", ha spiegato il titolare della Farnesina nel corso di una conferenza stampa a chi gli riporta la richiesta del governo di Kabul di rinegoziare la presenza delle forze internazionali. "La decisione presa dal governo afgano - ha continua to il ministro - nasce da un evento tragico sul quale la stessa alleanza atlantica deve indagare". "Il governo Kazai - ha concluso Frattini - sa bene di avere ancora bisogno di sostenere la lotta al terrorismo anche in previsione delle prossime elezioni politiche, che noi auspichiamo siano democratiche e trasparenti".