Kabul, trattative governo-talebani Obiettivo: mettere fine alla guerra

Il <em>New York Times</em> cita fonti militari. I colloqui coinvolgono i principali gruppi talebani. Partecipano anche esponenti della Nato<br />

New York - La notizia ovviamente non è confermata. E non potrebbe essere diversamente. Secondo quanto riferisce il New York Times ci sarebbero delle trattative segrete, ad alto livello, tra i leader talebani ed alcuni esponenti afghani, alle quali collaborano anche esponenti della Nato. L'obiettivo: chiudere la guerra in Afghanistan. Il quotidiano americano cita fonti militari che sarebbero coinvolte nelle trattative. I colloqui coinvolgerebbero i principali gruppi talebani, molti dei quali, con l'aiuto della Nato, stanno abbandonando i loro santuari in Pakistan.

Colloqui a Kabul Alcuni colloqui, nella capitale a Kabul, sono portati avanti dai stretti collaboratori del presidente afghano, Hamid Karzai, e da alti membri della shura di Quetta, il gruppo leader che sovrintende alle operazioni di guerra dei Talebani. Secondo il New York Times nei negoziati sono coinvolti anche i leader della rete Haqqani, considerata una delle fazioni più estremiste delle forze ribelli. Sarebbero in corso colloqui inistenti e reiterati anche con membri della shura di Peshawar, i cui ribelli operano nella zona orientale dell'Afghanistan.

Roccaforti in Pakistan Il quotidiano riferisce, citando fonti afghane interne alle trattative, che i leader talebani che si sono spostati in Afghanistan avrebbero lasciato i loro rifugi in Pakistan previa assicurazione che non sarebbero stati né attaccati, né arrestati dalle forze Nato. In almeno un caso, leader talebani del Pakistan hanno varcato la frontiera e sono stati aerotrasportati dalla Nato verso Kabul. In altri casi, le truppe Nato hanno garantito il passaggio proteggendo vie di terra per raggiungere zone in Afghanistan controllate dalle forze afghane e della Nato.

Elezioni: 1,3 milioni di voti non validi La Commissione elettorale afghana ha reso noto di aver invalidato 1 milione e 300 mila voti espressi alle elezioni legislative di settembre. Si tratterebbe di circa il 20 per cento dei suffragi totali. Secondo il presidente della Commissione elettorale indipendente, Fazil Ahmad Manawi si tratta dei primi risultati preliminari ufficiali. I voti considerati non validi rappresentano quindi circa il 23 per cento del totale e le elezioni del 18 settembre sono state considerate da più parti come segnate da numerosi brogli e irregolarità. I risultati della consultazione, che deve designare i 249 deputati dell'Assemblea nazionale afghana e che è stata turbata da oltre 400 attacchi degli insorti, non sono attesi prima del 30 ottobre.