Kai Zen prende Internet per le corna

Che cosa potrebbe succedere se una grande major editoriale decidesse di lanciare sul mercato gratuitamente uno dei thriller più interessanti della stagione? Che cosa accadrebbe se migliaia di lettori potessero scaricarsi una storia avvincente senza sborsare un euro mentre contemporaneamente tutte le librerie d’Italia propongono la versione rilegata della stessa storia? È ciò che sta avvenendo in questi giorni con il romanzo La strategia dell’Ariete, realizzato per Mondadori dal collettivo Kai Zen formato da quattro scrittori provenienti da quattro città (Bologna, Bolzano, Messina, Milano): Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani. Un libro che già sulla carta sta vincendo la sfida, visti i numeri registrati in Internet e in libreria.
La strategia dell’Ariete è un romanzo storico in cui i ritmi del thriller e del noir sono declinati attraverso periodi e luoghi diversissimi: l’Antico Egitto, la Shanghai degli Anni Venti, la Berlino degli Anni Trenta, la giungla amazzonica del Dopoguerra e gli Stati Uniti dagli anni Cinquanta ai giorni nostri. Insieme i Kai Zen avevano già scritto, nel 2005, Spauracchi e La potenza di Eymerich (in collaborazione con Valerio Evangelisti) e da tempo scrivono romanzi, racconti, articoli, recensioni musicali, ideando progetti di scrittura collettiva come quelli che si possono trovare su siti www.kaizenlab.it e www.romanzototale.it. E la contaminazione fra stili e generi è fra gli elementi cardine della loro ultima opera dove seguiamo la storia di un killer della Triade che partecipa al primo congresso del partito comunista sotto mentite spoglie; quella di uno scienziato nazista che ha a lungo celato un segreto capace di sconvolgere il mondo; quella di un agente della Cia che viaggia nel deserto texano trasportando un misterioso contenitore termico per il quale qualcuno è disposto a sborsare fino a un milione di dollari di ricompensa.
Le disavventure di questi personaggi sono tutte legate dal terribile segreto che una setta cela da millenni: quello di Al-Hàrith. Un mistero inquietante che aleggia già nel lancio di copertina del libro che recita: «chi incontra il demone muore, chi non muore diventa schiavo, chi non diventa schiavo diffonderà il demone». E dal demone della scrittura sono stati sicuramente posseduti gli autori di questo romanzo che rimanda alle saghe di Indiana Jones e 007 e che molto deve alla tradizione di autori come Ken Follett, Robert Ludlum, Michael Crichton, Douglas Preston & Lincoln Child. Ai Kai Zen piace giocare sia con la Storia sia con la Scienza e in particolare l’idea sempre accattivante del grande complotto è una delle chiavi di lettura de La strategia dell’Ariete che richiama come operazione editoriale i casi letterari di altri romanzi collettivi come Q dei Luther Blissett e 54 dei Wu Ming ma che mostra un lato giocoso molto più evidente.
I lettori possono interagire direttamente con i contenuti dell’opera leggendola e scaricandola gratuitamente in Internet (all’indirizzo www.lastrategiadellariete.org), possono sfogliarne capitoli inediti tagliati in sede di montaggio, possono usufruire delle mappe dei reali luoghi dell’azione e possono addirittura proseguire la trama liberamente in una sorta di romanzo globale in cui i Kai Zen coinvolgono chi voglia contribuire al libro. Il libro è stato pubblicato con Licenza Creative Commons che permette la «riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, la pubblicazione su diversi formati, esecuzione o modifica, purché non a scopi commerciali o di lucro».
Gli autori specificano inoltre di «difendere la gratuità del prestito bibliotecario e di essere contrari a norme o direttive che, monetizzando tale servizio, limitino l’accesso alla cultura» e per questo hanno rinunciato a riscuotere eventuali royalties derivanti dal prestito bibliotecario. Per scoprire però se la rivoluzione editoriale dei Kai Zen ha avuto effetto bisognerà aspettare ancora qualche tempo e se i Kai Zen rispetteranno il loro nome di battaglia (che in giapponese significa «in continuo cambiamento») siamo certi che il loro viaggio letterario è destinato a più di una mutazione genetica.