Kaladze pivot di basket ma Kakà è inarrivabile

MILAN
5.5 DIDA. Riprendersi dal colpo della strega non è semplice, il pallone ha effetti curiosi ma lui ha il gusto sadico di procurare brividi lungo la schiena ai suoi. Due interventi banali diventano così due colpi al cuore. E Gattuso se ne lamenta.
5.5 ODDO. Intendiamoci, a difendere difende. E quel Soma, descritto come uno Zagalo con gli occhi a mandorla, sparisce presto. Ma quando attacca e servono cross, che sono poi la sua specialità dichiarata, ne sbaglia 9 su 10. Reclama ius primae noctis sulle punizioni dal limite: lasci fare ad altri.
6.5 NESTA. Il «giallo» rimediato dopo 10 minuti e al primo fallo normale, non lo condiziona affatto. Anzi lo stimola a prendere per il bavero Washington o Nagai e a spazzarli via, lontani, innocui.
7 KALADZE. Non perde un solo duello col bestione brasiliano, gioca sull’anticipo e fa girare palla come un pivot di basket. Non s’avventura in assalti scomposti, meno male.
6 JANKULOVSKI. Parte lento, tipo diesel, si scalda più avanti, sfiora un gol con un sinistro velenoso e poi lentamente perde strada e velocità. Dal 35’ st MALDINI sv. Un esempio per i figli arrivati da Milano ad ammirarlo: così si comporta un capitano vero, entra nel finale, in un ruolo non più suo e non fa una piega.
6 GATTUSO. Ricordate la trottola dei bambini? Così è Gattuso da qualche tempo a questa parte: gira intorno a se stesso, si affanna, si danna ma risulta di ridotta utilità. E nel finale battibecco con un paio di sodali.
6 PIRLO. «Azzecca» una punizione nel primo tempo e un lancio, preciso al centimetro, nella ripresa. Fatturato modesto rispetto al solito ma sufficiente per ottenere il 65% del possesso palla ai suoi.
6.5 AMBROSINI. È lucido, determinato e concreto. Punta dritto alla meta e subito, in volo, sfiora di testa la porta. Vince altri duelli in quota, promuove il meglio sviluppato dal centrocampo a sinistra.
6.5 SEEDORF. Mettiamoci subito d’accordo. Nel primo tempo fa la Wandissima, scende le scale invece che giocare a pallone, sbaglia un gol fatto. Nella ripresa provvede al riscatto: sbava altri due assist al bacio di Kakà, trasforma il terzo con una sassata nel sigillo decisivo e si guadagna sufficienza piena. Dal 47’ st BROCCHI sv
7.5 KAKÀ. È come la pubblicità di una famosa utilitaria: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Il Milan si accende e si spegne tutte le volte che lui accelera oppure rallenta. In versione suggeritore ispira 4 volte Seedorf che raccoglie un regalo appena. Finisce col piede destro insanguinato, unghia scheggiata da un pestone. Si riprenderà per domenica.
5 GILARDINO. Sceglie sempre la soluzione sbagliata al momento giusto. Se deve andare di testa, preferisce il piede e viceversa. Dal 18’ st INZAGHI 6. Bacio accademico per come disorienta la difesa giapponese sul gol milanista. Avesse qualche anno meno, Ronaldo potrebbe andare subito al mare.
All. ANCELOTTI 7. Non cede alle due punte e forse fa bene. Segue il proprio istinto e quando entra Pippo la magia si compie. Promette un robusto rimpasto per domenica: 2-3 cambi (Maldini, Inzaghi e forse Brocchi).
URAWA REDS: Tsuzuki 6, Tsuboi 5, Tulio Tanaka 6 (dal ’36 st Yamada sv), Nenè 6; Hogosai 5, Suzuki 5, Abe 6.5, Soma 5 (dal ’36 st Hirakawa sv); Hasebe 5.5, Washington 5, Nagai 5. All. Osieck 5. Arbitro: Larrionda (Uruguay) 6.