Con kalashnikov e inni ad Allah va in onda sul web il tg di Osama

Su internet il primo videonotiziario di Al Qaida: esalta la guerriglia irachena, quella palestinese e Katrina che devasta gli Usa

Fausto Biloslavo

«Gaza è stata liberata», «Il valoroso emiro Abu Musab al Zarqawi proclama la vendetta sunnita», «Uragano Katrina: punizione divina sull’America». Questa volta non sono solo slogan di battaglia dell’estremismo islamico, ma pomposi titoli del primo telegiornale di Al Qaida, mandato in onda rigorosamente sul web. Il terroristico notiziario televisivo avrà scadenza settimanale ed è apparso ieri su internet, con un videoclip di un quarto d’ora, che si può tranquillamente scaricare dalla rete. Il conduttore non è la smaliziata Lilli Gruber, ma un miliziano mascherato che si fa riprendere con a fianco un kalashnikov da una parte e il Corano dall’altra.
Il notiziario, che cerca di scimmiottare la ben più famosa televisione araba Al Jazeera, inizia immancabilmente con la frase di rito dei fedeli musulmani: «Nel nome di Allah, clemente e misericordioso». Il tg di al Qaida si presenta come la «Voce del califfato», il sogno impossibile di una grande nazione islamica senza confini. La struttura che ha realizzato il tg è la «Global media front», già nota per alcuni filmati di propaganda sulla rete del terrore.
Le notizie sono un po’ datate, ma colpisce la linea editoriale, che sembra dettata direttamente da Osama bin Laden. «Innanzi tutto vogliamo congratularci con la nazione islamica per la sconfitta dell'occupazione sionista in una parte della Palestina... Le masse si sono riversate giubilanti nelle terre liberate», legge il presentatore riferendosi al ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza. Le immagini di repertorio, alcune rubate ad Al Jazeera, mostrano i festeggiamenti dei palestinesi con un scritta in sovrimpressione sullo schermo: «Gaza liberata». Non manca l’affondo politico contro l’Autorità nazionale palestinese, rea di voler «disarmare i muhajeddin» con il pretesto «di un’anarchia delle armi», in realtà sempre dietro l’angolo.
La seconda notizia è dedicata alla «gloriosa terra dell’Irak» e il presentatore si lascia andare alle tipiche invettive degli estremisti islamici contro i «lupi americani» e i «cani sciiti». In questo caso la star è «il valoroso eroe, l’emiro di Al Qaida in Irak, Abu Musab al Zarqawi». Lo zelante conduttore legge stralci di un comunicato del tagliatore di teste, già apparso su internet, relativo all’offensiva delle forze Usa e irachene che ha travolto le basi dei terroristi a Tal Afar, vicino al confine siriano, dopo aspri combattimenti. Con una foto di al Zarqawi sullo sfondo si annuncia la «guerra totale» contro gli sciiti, come vendetta per Tal Afar.
Una vendetta già cominciata con attentati che hanno ucciso, in poche ore, 130 civili a Bagdad. Gli sciiti vengono bollati come apostati e si punta chiaramente alla guerra civile aizzata dai sunniti. L’Irak ha l’onore di una seconda notizia tratta da un comunicato della scorsa settimana dell’Esercito islamico, lo stesso gruppo che ha rapito e ucciso il giornalista free lance Enzo Baldoni. Il tg di Al Qaida riprende con gioia la dubbia rivendicazione del lancio di «dieci proiettili di mortaio con testata chimica e 45 missili Katyusha» contro una base americana e una della Guardia nazionale irachena.
Il flusso di notizie viene interrotto anche da uno spot pubblicitario, che richiama l’imminente messa in onda, sempre via internet, di un filmato dal titolo emblematico: «Total jihad» (Guerra santa totale). Infine il tg dei terroristi chiude rallegrandosi per le devastazioni dell’uragano Katrina, definito «una punizione divina contro l’America e la città degli omosessuali (New Orleans, nda)». Secondo il presentatore, la forza della natura, scatenata da Allah, avrebbe causato 900 morti e provocato «la gioia del mondo islamico».