Kalbfell: «Sinergie ma non fusione» per Alfa e Maserati

«Stiamo già studiando nuovi risparmi negli acquisti. Voglio produrre 10mila auto col Tridente all’anno»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Francoforte

«Non è in previsione una società comune tra Alfa Romeo e Maserati e neppure il ricorso ad accordi industriali al di fuori del gruppo Fiat. Ci saranno invece sinergie tra gli stessi marchi del polo sportivo, oltre che con Ferrari e con le altre realtà della Fiat». Karl-Heinz Kalbfell, da gennaio amministratore delegato di Maserati e responsabile del polo con Alfa Romeo, è al suo primo Salone tedesco da quando è passato dalla Rolls-Royce, nella galassia Bmw, al Lingotto. In questa intervista al Giornale l’ex top manager bavarese fa il punto sui piani di Alfa-Maserati e spiega come intende riportare Biscione e Tridente ai tempi migliori. Proprio a Francoforte, infatti, l’Alfa Romeo affida a 159 e coupé Brera il compito di far ripartire le vendite.
Ingegner Kalbfell, il presidente Montezemolo ha detto che la «Fiat è tornata», riferendosi al miglioramento dei conti e all’impatto positivo della Grande Punto. E la “sua” Alfa?
«La 159 è pronta per essere venduta. Siamo al via dell’operazione rilancio. È a partire dalla 159, realizzata su un nuovo pianale e forte di una qualità elevata, che si può parlare del ritorno dell’Alfa Romeo».
E Maserati?
«Le vendite sono pilotate dalla Quattroporte che ci dà molte soddisfazioni su tutti i mercati, soprattutto negli Stati Uniti. A Francoforte presentiamo due versioni sportive dell’ammiraglia. In questo momento sono concentrato sul piano investimenti che permetterà al marchio modenese di accedere alla seconda fase del rilancio».
Cioè?
«Arrivare a produrre 10mila unità l’anno. Stiamo pensando, a questo proposito, a una spider-coupé di dimensioni più compatte (il modello potrebbe essere in vendita dal 2007 a un prezzo di circa 70mila euro, ndr)».
Quando si toccheranno con mano le prime sinergie tra Alfa e Maserati?
«Negli acquisti i due team stanno già vagliando dove si può risparmiare grazie alle sinergie. Negli altri settori le discussioni sono in corso».
E i concessionari? Saranno unici per i due marchi?
«I marchi restano separati. Se un concessionario Alfa vuole farsi carico anche di Maserati, o viceversa, potrà farlo».
Lei è arrivato in Italia dal gruppo Bmw, abituato da anni a collezionare bilanci positivi e a remunerare puntualmente gli azionisti. A Torino, invece, solo ora si intravede l’uscita dalla crisi. Lei era abituato a situazioni più «tranquille»…
«Il lavoro a Monaco è stato molto duro. È ovvio che in un gruppo di successo ci sono più soldi ed è possibile che un errore possa essere “perdonato”. Qui, invece, il responso di una decisione è immediato. Inoltre, non essendoci grandi disponibilità di spesa, quando si decide di affrontare un costo non è possibile sbagliare».
Ha in portafoglio azioni Fiat?
«Certo. E non ho mai posseduto azioni Bmw».