Kaltern, le etichette capolavoro

U n vino che è un'opera d'arte. Di fatto. E di nome. Si chiama infatti kunst.stück. E l'uso del tedesco va perdonato perché siamo in Alto Adige, sul lago di Caldaro, dove ha sede la più grande cantina sociale altoatesina, la Cantina Kaltern. Dalla vendemmia 2014 l'azienda ha deciso di celebrare ogni annata con un vino differente, il più rappresentativo della stagione, impreziosito da una etichetta creata da un artista selezionato con un concorso che ormai vede protagonisti centinaia di candidati provenienti da tutto il mondo. Noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiare tutti e tre quelli usciti finora: il 2014, un magnifico Pinot Bianco che «rieslingheggia» per eleganza e mineralità ed è decorato dall'etichetta materica ideata dall'architetto altoatesino Claudio Paternoster; il 2015, che è l'ultimo uscito ed è un Cabernet Sauvignon dagli eleganti tannini e dal discretissimo legno che si avvale della bellissima etichetta blu e rossa di Margit Pittschieler, giovane artista di Bressanone; e il 2016, una Schiava Kaletersee Classico Superiore di sorprendente freschezza (tra l'altro l'enologo Andrea Moser consiglia di servirlo alla temperatura di un bianco) arricchita dall'etichetta creata dal designer milanese Stefano Mandato.

Tra gli altri vini della ricca carta dei vini Kaltern ci piace segnalare la linea Quintessenz, con cinque etichette realizzate con le migliori selezioni di uve: Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco, Kalterersee e Moscato Giallo dolce. Poi una dozzina di selezioni, tra cui ci piace citare il Cabernet Sauvignon Campaner, il Sauvignon Stern e il Brut Nature 2012. E i classici, una piccola encicolpedia dell'enologia altoatesina. Poi ci sono gli straordinari ma quasi introvabili vini del progetto XXX (eXplore, eXperiment, eXclusive) in edizione limitata: il Pinot Grigio in 666 bottiglie che fa due settimane di macerazione nell'uovo di ceramica.