Il kamikaze voleva sfregiare con l’acido

Milano L’inchiesta sull’attentato alla caserma di piazzale Perrucchetti è un puzzle che si compone molto lentamente. E man mano forma un’immagine di Mohamed Game ben diversa da quella che si ipotizzava all’inizio. Il kamikaze che ha cercato di farsi esplodere era stato dipinto come un «cane sciolto», uno sbandato solitario che aveva maturato l’idea sballata dell’attentato nel suo folle isolamento. Finché, poche ore dopo sono stati arrestati i suoi complici e si è scoperto che si erano riusciti a procurare grossi quantitativi del fertilizzante e dei materiali necessari a preparare gli esplosivi. E ora gli inquirenti stanno disegnando i contorni di un’azione pianificata, con un successivo tentativo di far sparire le tracce. Nell’ordinanza che ha confermato il carcere, il tribunale del Riesame scrive che i complici di Game sono stati visti rovistare nel portabagagli di un’auto «immediatamente dopo l’esplosione», forse proprio per occultare residui di esplosivo.
Ma è sul fronte degli obiettivi del «commando» islamico che l’inchiesta ha portato alle novità più interessanti. Frugando nei documenti e nel computer di Game, gli inquirenti hanno trovato le prove di un’intensa attività di monitoraggio di obiettivi politici, incluso Berlusconi, Fini, Maroni e Calderoli. E non solo: Game avrebbe cercato informazioni su internet su come avvicinarsi al Papa in uno dei riti aperti al pubblico, la «cerimonia del bacio del piede».
Ed è proprio l’analisi delle sue ricerche sul web che ha fornito informazioni interessanti sul modus operandi del kamikaze e sui suoi obiettivi. Su Google digitava «Arcore affitti posti letto» e «Villa Certosa». Come agire? Si ispirava alla mafia. Ed ecco la ricerca «strage di Capaci chilo di esplosivo». Ma le modalità di azione erano diverse a seconda del «nemico» da colpire. Il giorno in cui si scontrò con Daniela Santanchè che manifestava contro il burqa, Game tornò a casa e digitò sul computer la ricerca «effetti dell’acido nitrico sull’uomo» e ancora «deformare il viso di qualcuno». Non ci vuole molta fantasia a capire cosa volesse fare contro la leader del Movimento per l’Italia. Una sorta di legge del taglione: tu vuoi scoprire il volto delle donne «prigioniero» del velo integrale? E io sfregio il tuo volto.
E ora anche i parenti di Game confermano che si avvicinava sempre di più al fondamentalismo islamico e tentava di coinvolgerli.