Il "Karachi affair" imbarazza Sarkozy

Le famiglie di 11 francesi morti in un attentato nel 2002 chiedono che il presidente testimoni. Il sospetto: attentato ritorsione legata a un presunto giro di tentagenti per la vendita di tre sottomarini

Parigi - Le famiglie delle vittime francesi di un attentato avvenuto a Karachi, in Pakistan, nel 2002 chiedono che Nicolas Sarkozy venga ascoltato come testimone. Il presidente francese è chiamato a fornire spiegazioni su presunte tangenti e finanziamenti illeciti alla campagna presidenziale di Edouard Balladur nel 1995, tangenti che, indirettamente, potrebbero essere all’origine dell’attentato, costato la vita a 11 cittadinifrancesi.

L’opposizione ha già invitato il capo di stato a "fornire tutte le spiegazioni utili quanto al suo ruolo in questa vicenda" e ha chiesto anche la desecretazione di alcuni documenti.

L’inchiesta su questo attentato, perpetrato a Karachi l’8 maggio del 2002 contro la Direzione delle costruzioni navali, si è concentrata a lungo sulla pista di al Qaida. Ma da un anno circa, le indagini si sono orientate invece verso l’ipotesi di una rappresaglia pachistana dopo il congelamento delle commesse promesse dalla Francia nel quadro del contratto sulla vendita di tre sottomarini al Pakistan, per un valore di circa 850 milioni di euro.

Una parte del denaro relativo a quella vendita sarebbe stato utilizzato per finanziare la campagna presidenziale del 1994 dell’allora premier Edouard Balladur, di cui Nicolas Sarkozy era il portavoce e il ministro del Bilancio.