Karadzic, il finto guaritore che visitava anche in Italia

Radovan Karadzic viaggiava a Vienna, ma pure in Italia, durante i suoi 13 anni di latitanza, facendo il finto guaritore. E proprio nel nostro Paese stanno spuntando appelli, blog e comunicati per «la liberazione del patriota Karadzic». Nella capitale austriaca dispensava consigli terapeutici e cure miracolose nella sua nuova versione di guru della medicina alternativa. L’ex leader dei serbi di Bosnia si faceva chiamare «Pera» e passava i confini grazie a un passaporto croato, ovviamente falso.
Lo scoop dei viaggi europei di Karadzic è del giornale austriaco Kurier, che cita un coppia viennese: Stefano Graf e sua moglie di origini serbe. A metà del 2006 una zia della donna l’aveva consigliata di rivolgersi a «Pera» per superare le difficoltà ad avere un figlio. Karadzic si era spacciato per cittadino croato, che ogni tanto veniva a Vienna per esercitare la medicina alternativa. Il boia di Srebrenica era ospitato da famiglie serbe e a Graf disse di aver visitato anche l’Italia. Con tutta probabilità appoggiandosi alle comunità serbe. Una delle più radicate si trova a Trieste. Nella casa viennese della zia, la giovane moglie di Graf era stata «visitata» da Karadzic. «Pera mi pose le mani sulla pancia, chiedendomi se avvertivo una sensazione di calore. Ho risposto di sì, anche se non era vero», ha raccontato la donna.
Graf ha spiegato di aver avuto fin dall'inizio dei dubbi sulle capacità terapeutiche dello strano guru bollato come «antipatico» e «molto arrogante». La coppia lo ha riconosciuto subito quando le televisioni di tutto il mondo hanno mandato in onda le foto di Karadzic con barbone bianco e capelli lunghi. «Aveva i capelli annodati sulla nuca, era sempre vestito di nero e portava al collo una lunga catena con una croce, sembrava un prete ortodosso», ha raccontato Graf. L'austriaco ricorda che Karadzic non guardava quasi mai in faccia i suoi interlocutori e parlava poco. Dopo il «trattamento» miracoloso, «Pera» vendette alla signora Graf delle gocce per 25 euro. Quando la donna gli chiese una seconda confezione il prezzo raddoppiò. «Gli dissi che non ero disposto a pagare quella somma e divenne scorbutico», ricorda Graf. L'austriaco ha rivelato che Karadzic avrebbe esercitato il mestiere di guaritore anche in Italia. Un anno dopo la signora Graf rimase incinta senza le cure alternative. Karadzic si rifece vivo per incassare l’onorario, ma i Graf interruppero i rapporti.
A Trieste l’associazione anti-mondialista Generazione europea chiede la liberazione del «patriota serbo». Su internet è nato un blog ed un Comitato per ottenere la sua scarcerazione. L’indirizzo di posta elettronica è radovanlibero@libero.it. Il Coordinamento Progetto Eurasia, associazione filo russa, iraniana e anti americana «condanna» l’arresto del super ricercato «e si schiera al fianco di Radovan Karadzic e dei Patrioti Serbi».
In cella a Belgrado l’uomo accusato di genocidio mangia solo nocciole e uvetta. Una dieta «per vivere fino a 120 anni», spiega il suo avvocato. Karadzic verrà estradato all’Aia la prossima settimana.
www.faustobiloslavo.com