Karadzic si rifiuta di rispondere alla Corte dell’Aia

L’Aia. L’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic ha scelto di non rispondere ai giudici del Tribunale dell’Aia (Tpi) che gli hanno chiesto se si dichiara «colpevole o innocente» di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità per fatti compiuti durante la guerra di Bosnia, tra il 1992 e il 1995. Alla prima richiesta di dichiarazione di colpevolezza o innocenza, rivoltagli dal giudice scozzese Iain Bonomy, Karadzic, 63 anni, ha detto: «Non mi pronuncerò conformemente al mio punto di vista su questo Tribunale». Il giudice gli ha quindi chiesto se intendesse seguire la stessa linea anche per gli altri dieci capi di accusa. «Assolutamente sì», ha risposto. «In questo caso, conformemente alla procedura, io faccio la dichiarazione di non colpevolezza a vostro nome», ha replicato il giudice. «Posso quindi prendere la sua parola... che non sono colpevole?», ha incalzato Karadzic. «Questo lo vedremo al momento dovuto», gli ha risposto Bonomy che non ha dato spazio alle richieste di quesiti posti dall’imputato. La seduta, la seconda, è durata soltanto mezz’ora. Karadzic, accusato di crimini di guerra, è stato arrestato a luglio a Belgrado, dove viveva nascosto dietro un’altra identità.