Karbon, beffa gigante Blardone e Moelgg cercano la rivincita

Val d’IsèreDavanti ai microfoni Denise Karbon riesce a sorridere per un quarto posto che al mondiale vale ben poco, poi però si perde nell’abbraccio di mamma Rosemarie e piange, senza fare drammi però, perché lei sa bene che i drammi sono altri. «Dopo aver perso la coppa del mondo puntavo tutto su questa gara ed eccomi con la medaglia di legno al collo, ma che dire, ormai è andata». È andata, e Denise può solo raccontare di come nella prima manche, 8° tempo, non sia riuscita a sciare sciolta per via della visibilità pessima, «una reazione inconscia dopo tutti gli infortuni del passato: se non vedo bene non ho il coraggio di attaccare, è andata un po’ meglio nella seconda manche, ma quando sono arrivata giù e mi sono vista dietro alla Maze ho capito che per il podio non c’era più niente da fare».
Eccolo il podio: sul gradino più alto, incredula, c’è la tedesca Kathrin Hoelzl, 24 anni, che ha scelto il giorno migliore per vincere la prima gara importante della carriera: ha fatto il 4° e il 6° parziale, la somma vale l’oro, il primo per la Germania da otto anni. Seconda è Tina Maze, la slovena che ha fatto un recupero strepitoso nella seconda manche (era 15ª dopo la prima) e terza Tanja Poutiainen, la finlandese, che sta davanti a Denise per appena 13/100. La grande favorita Kathrin Zettel ha dominato la prima manche ma ha sbagliato tutto nella seconda, finendo sesta e allungando la lista delle giornate no per l’Austria.
Ad abbracciare Denise arriva anche Nicole Gius, acciaccata dopo la botta presa a metà della seconda manche, stava andando fortissimo, dopo la prima era la migliore italiana al sesto posto. Si consolano a vicenda Denise e Nicole, non è stata una giornata memorabile per la squadra azzurra: Manuela Moelgg era uscita subito nella prima manche, Karen Putzer non è mai stata in lizza per qualcosa di importante.
Oggi tocca ai maschi e sarà un altro giorno, almeno si spera. Max Blardone sta bene ed è carico, pronto per il suo quinto gigante Mondiale. Il primo nel 2001 fu un successo con il 5° posto, tre uscite consecutive nel 2003, 2005 e 2007 lo hanno fatto bollare come uomo che patisce i grandi appuntamenti e oggi potrebbe essere la volta buona per smentire tutti. Su questa pista a dicembre è stato secondo solo a Janka, mentre ad Adelboden, nell’ultimo gigante di coppa (più di un mese fa), a batterlo è riuscito solo Raich. Qui Max e gli altri gigantisti azzurri sono arrivati freschi e rilassati, mentre molti dei favoriti di oggi lottano con la Face de Bellevarde da quasi due settimane. «Siamo gli unici a non aver sciato sulla Face e da dicembre le condizioni sono cambiate - butta lì Max -, inutile però pensare a queste cose, sto bene e non sento la pressione, almeno per ora!». Nel quartetto azzurro ci sono anche Manfred Moelgg, altro uomo da podio, Davide Simoncelli, outsider di lusso, e poi Alexander Ploner, che a 30 anni fa il suo esordio mondiale.