Karbon quarta Il miracolo (amaro) di Denise: il recupero lampo sa di beffa

Non c’è il due senza il tre: Denise Karbon lo ha imparato sulla propria pelle. E pensare che la fatina di Castelrotto alla sfortuna non ha mai creduto e, quanto a scaramanzia, al massimo aveva creduto, in tenera età, alle streghe dello Sciliar, sopra casa sua. E invece no: da ieri Denise ha imparato che la sfortuna a volte esiste e ama la cifra tre, il numero, cioè, delle volte che Karbon è arrivata a sfiorare una medaglia mondiale. Due volte fu quarta in Val D’Isere, nel 2009, sia in gigante, la «sua» disciplina dove si era laureata campionessa di specialità, sia - bravissima - fra le porte strette dello slalom. E ieri è successo di nuovo: per 26 centesimi a Denise va una medaglia di legno che profuma di amarezza per almeno due motivi: in primo luogo il suo recupero dall’ennesimo infortunio. Tempi record per un menisco operato due volte in due anni a seguito di due incidenti fotocopia nella gravità e nella tempistica. L’anno scorso Denise si presentò ancora convalescente alle Olimpiadi. Idem quest’anno ai Mondiali. «Ho buoni riscontri in allenamento, ma mi manca la capacità di forzare quel che serve in gara», diceva Karbon alla vigilia del gigante. Ieri però, ed ecco il secondo boccone amaro, la campionessa è andata oltre il dolore e quel senso di instabilità che ti regala ad ogni piegamento un ginocchio non pienamente guarito. Denise ha dato tutto, non ha sbagliato (quasi) nulla e la medaglia se la sarebbe meritata. Lo conferma anche il direttore tecnico Claudio Ravetto che alla vigilia di Gap 2011 ribadiva che avrebbe convocato Denise portandola anche in spalla: «Mi dispiace tantissimo: meritava un piazzamento migliore per quanta sfortuna ha avuto in carriera, ma ha dimostrato di essere ancora fra le più grandi». Lei al traguardo ha tirato il fiato e ha trovato però subito la forza di sorridere: «Questo quarto posto per me vale come una medaglia. Ho fatto molta fatica per ritornare in forma. Ho sciato come so fare e per me questo è un obiettivo raggiunto». A ripensarci in bacheca Denise due medaglie mondiali le ha già: sono l’argento del 2003 e il bronzo del 2006. E allora pensiamo positivo e che davvero anche la prossima volta valga la regola che non c’è due senza tre.