Kasparov si improvvisa scrittore ma il Cremlino lo mette a tacere

Il suo libro doveva uscire oggi. La casa editrice rinvia la pubblicazione

da Mosca

Le sue posizioni sono ostili al governo, le sue uscite danno fastidio al presidente e ai leader del Cremlino. E allora meglio evitare la pubblicazione di un libro scomodo. Nel Paese dello «zar» Vladimir Putin succede che Gary Kasparov, ex campione di scacchi e attuale leader di “Altra Russia”, tra i principali movimenti di opposizione a Mosca, veda rifiutato “Gli scacchi come modello di vita”, un testo denso di analogie tra le scelte in una partita di scacchi e quelle negli affari, nonostante gli accordi con la casa editrice Eksmo prevedessero l’uscita in occasione della ventesima Fiera del Libro che si aprirà oggi nella capitale.
Kasparov ha precisato che la Eksmo non detiene alcun diritto sulla sua opera, già pubblicata in inglese, tedesco, olandese e cinese e che si rivolgerà ad altri editori. Intanto ha accusato direttamente il Cremlino di censura, tramite la sua portavoce, Marina Litvinovich: «La decisione di non far uscire il libro è chiaramente frutto di una spinta che viene dall’entourage del presidente. Posticipando di dodici mesi la pubblicazione, lo scritto darà in vendita solo una volta passate sia le legislative di dicembre sia le presidenziali di marzo».
Dal canto suo, la casa editrice si è difesa, contrattaccando Kasparaov: «Siamo sorpresi che abbia voluto trasformare la cosa in un affare politico».