Kate gallina dalle uova d'oro per il Regno Unito

Si stima che la futura sposa porterà nelle tasche del Paese oltre due miliardi di sterline, tra turismo, lancio di marchi alla moda e impennata nelle vendite dei giornali

Un affare per il Regno Unito. Gli inglesi saranno anche già stufi del gran parlare che si fa di Kate e William, i promessi sposi che venerdì convoleranno a nozze sotto gli occhi del mondo. Ma l'event - da molti già ribatezzato il matrimonio del secolo - porterà nelle tasche del Paese oltre due miliardi di sterline. Così Kate Middleton rischia di diventare più potente dei Giochi Olimpici. La futura sposa del principe William potrebbe generare all'economia del Regno un enorme business non solo in vendite dei marchi di moda da lei indossati, ma in turismo, giornali e donazioni ad associazioni di beneficenza.
Insomma, vestito di Issa e camicetta di Whistles, ma non solo: tutto ciò che in una maniera o nell'altra viene associato alla futura sposa ha un picco di vendite che sta trasformando Kate in una gallina dalle uova d'oro per l'economia britannica, che non naviga in ottime acque.
«Non mi stupirebbe se l'impatto di Kate Middleton fosse più profondo di quello delle Olimpiadi, sia dal punto di vista domestico che internazionale», ha dichiarato al Times Harold Goodwin, professore di turismo dell'università di Leeds, aggiungendo che all'estero c'è un grande interesse verso la 29enne e ciò che rappresenta, ovvero la modernizzazione di una monarchia ancora celebre per la sua pompa e le sue tradizioni.
Visitbritain, l'ente per la promozione turistica del Regno, stima che le nozze reali, insieme alle Olimpiadi e al Giubileo di diamante della regina, genereranno per l'economia del Regno fino due miliardi di sterline e creeranno 50.000 posti di lavoro. «In un giorno normale a Londra ci sono in media 500.000 turisti, ma il giorno delle nozze reali ce ne saranno 600.000 in più, che spenderanno circa 50 milioni di sterline in un giorno, basandosi sulla spesa media per turista. Possiamo convertire tutto questo in un'eredità duratura, non solo per Londra», ha dichiarato Mark DiToro, portavoce di Visitbritain.