Katherine Jenkins, ecco la Bocelli con la gonna

Arriva anche in Italia il giovane mezzo soprano che ha conquistato il pubblico inglese. Dal 2004 con i suoi cd ha venduto oltre due milioni di copie. Nel suo nuovo From the heart canta brani di Morricone e Dalla

Roma - Bentrovata Katherine Jenkins, a quale cantante si ispira?
«Maria Callas».

Ma, signorina, lei è un mezzo soprano.
«Il mezzo soprano non è mica la metà di un soprano! E comunque a me della Callas piace la straordinaria capacità di trasmettere emozioni con la voce. Vorrei averla anch’io».

Però nel suo nuovo cd From the heart lei sfiora appena l’opera.
«C’è il Nessun dorma di Puccini che è uno dei punti più alti dell’opera di sempre».

Le altre canzoni sono però pop: da Con te partirò di Bocelli fino a Everything I do di Bryan Adams
«Sogno di incrociare i due generi in quella che si chiama “popopera”. Bocelli è di sicuro un mio punto di riferimento. E, a proposito, in quel brano Bryan Adams suona la chitarra ed è stato lui a scattare le foto per la copertina del mio disco. Diciamo che sono stata fortunata: lui è diventato un po’ il mio mecenate musicale».

No, altro che mecenate: diciamo che, in quel giorno di 26 anni fa in Galles, Katherine Jenkins è nata con la camicia. Se la guardi, ti accorgi che sfoggia la stessa bellezza casta e perfetta di Barbie, solo un po’ più pensierosa. E se l’ascolti, la sua voce rotonda promette ciò che tanti suoi colleghi umani si possono soltanto sognare: crescerà. Sarà per questo che, dopo Nicolas Cage, la Mont Blanc ha scelto lei come testimonial dei suoi prodotti in tutto il mondo e che gli inglesi l’hanno trasformata nel loro mezzo soprano più applaudito di tutti i tempi (e più venduto: 2 milioni di copie). «Se penso che fino a tre anni fa davo soltanto ripetizioni di canto...» dice lei, grondando paffuta soddisfazione».

Quando gli italiani l’hanno incontrata per la prima volta a maggio sembrava meno soddisfatta: era in tv a Vietato Funari.
«Qualcuno mi aveva terrorizzato dicendo che il presentatore era sanguigno e incontrollabile e quindi ero un po’ tesa. Ma poi tutto è andato benone».

Qualcun altro ha detto che lei sta a metà tra Marilyn Monroe e Madonna.
«In realtà vorrei soltanto cantare l’opera. Se ho un sogno, è quello di dimostrare ai giovani che non è solo musica per gente privilegiata e di una certa età. Vorrei cantare musica classica con la stessa veemenza del rock».

Ascoltando la sua voce, la si direbbe più vecchia dei suoi ventisei anni.
«Tutto dipende dalla mia vita. Quando avevo 15 anni, mio padre, che mi aveva dato un aiuto enorme per sviluppare la mia passione, è morto improvvisamente. Per me è stato un dolore atroce che ha cambiato anche la mia voce, dandole ben più corpo e profondità rispetto alla mia età. Poi mi sono iscritta alla Royal Academy Music di Londra».

Ai Classical Brit Awards, i premi inglesi dedicati alla musica classica, lei è stata battuta solo dal Paul McCartney del cd Ecce cor meum.
«Questo dà l’idea che ci si può avvicinare con successo a questo tipo di musica anche senza avere radici musicali esclusivamente classiche».

Sembra un discorso furbetto.
«No perché le mie sono radici esclusivamente classiche. Ma la passione non può avere ostacoli».

Nel suo cd canta in italiano. Ha tradotto I will always love you di Whitney Houston in L’amore sei tu. E in Caruso di Lucio Dalla sembra quasi napoletana.
«Allora pensi che bello sarebbe duettare con lui. Anzi, lo invito a farlo».